Banche: rialzo tassi riporterà rischi crisi subprime

6 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – E’ stata quella la causa maestra della crisi del credito: la caccia sfrenata al rendimento a tutti costi delle banche d’affari. Non aver capito la vera entita’ dei rischi, sottovalutandoli, e’ anche lo stesso errore in cui stanno incappando gli investitori oggi.

E’ anche il contesto contro il quale la Banca d’Inghilterra si schiera per sottolineare che le banche potrebbero aver bisogno di nuovi aumenti di capitale, in un flashback di quanto successo nel 2008. Ma per scongiurare un ripetersi della crisi subprime, cosa hanno fatto sinora le autorita’ di controllo? Poco o niente, come sottolinea l’editorialista del Telegraph Damian Reece.

Con le loro scommesse rischiose in strumenti drivati ad alti rendimenti, gli istituti finanziari statunitensi hanno messo a repentaglio l’intero sistema finanziario mondiale quattro anni fa. Causando un effetto domino, che ha portato al fallimento tra le altre della banca inglese Northern Rock e dell’americana Lehman Brothers.

Dallo scoppio della crisi subprime a oggi non e’ cambiato molto, anzi quasi nulla nei comportamenti degli istituti di credito, secondo un’analisi della Bank of England. E l’incremento dei tassi di interesse rischia di riportare la situazione finanziaria alla “normalita’”, almeno sul medio termine. Questo perche’ contribuira’ in maniera decisiva a ripresentare pericoli per i bilanci degli istituti. Pericoli rappresentanti dall’abitudine malsana della continua caccia ai rendimenti alti.

Il messaggio lanciato dalla Commissione di politica finanziaria della Banca d’Inghilterra non potrebbe essere piu’ diretto: le banche dovrebbero essere piu’ intransigenti nei confronti di quelle persone o societa’ che hanno acceso prestiti non performanti per i conti dell’istituto.

Ma la colpa va ricercata anche nel (non) operato delle stesse autorita’ di regolamenazione dei mercati e del sistema finanziario, che non hanno fatto nulla di concreto per scongiurare il ripetersi della crisi di quattro anni fa. Anzi, le politiche monetarie distorte adottate dalle banche centrali hanno alimentato direttamente il fenomeno della caccia ai rendimenti.

L’appello arriva peraltro in una fase critica per il sistema bancario europeo, che si trova in una fase di cambiamento drastico degli strumenti di controllo e di norme sui requisiti di capitale, tra unione bancaria e Basilea III.

Il meccanismo unico di supervisione bancaria nell’Eurozona “e’ uno degli elementi fondanti” per giungere a un quadro finanziario integrato nell’Eurozona “ed e’ passo cruciale per ricomporre il panorama del sistema bancario”, ha ricordato oggi il presidente della Bce, Mario Draghi, durante la conferenza stampa mensile dell’istituto di Francoforte, che ha confermato i tassi allo 0,75%.

“Per assicurare l’adeguata trasmissione della politica monetaria alle condizioni di finanziamento nell’Eurozona – ha detto ancora – e’ essenziale continuare a rafforzare la capacita’ di resistenza delle banche, ove necessario. La solidita’ dei bilanci degli istituti di credito sara’ un fattore fondamentale nel facilitare sia l’adeguato approvvigionamento di credito all’economia sia la normalizzazione dei canali di finanziamento”.