Banche, Faissola “occorrono interventi a struttura regolamentare”

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La crisi finanziaria ha accentuato le caratteristiche penalizzanti di alcune disposizioni fiscali. E’ quanto rileva il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, seocndo il quale il forte carattere pro-ciclico delle restrizioni previste per il riconoscimento delle perdite su crediti e degli interessi passivi impone di considerare tali aree tra quelle prioritarie che richiedono un intervento correttivo, teso a riequilibrare la situazione di svantaggio con i sistemi bancari esteri, anche alla luce del processo di revisione in atto delle regole di Basilea. Secondo Faissola, che oggi ha presentato la sua relazione all’assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana, resta da sciogliere il nodo del trattamento IVA per le prestazioni di servizi infragruppo. Il mancato riconoscimento in Italia del modello comunitario di gruppo – diffuso tra i paesi dell’Unione – è causa di maggiori costi, minore efficienza e svantaggi competitivi; distorce le scelte in materia di efficiente organizzazione delle attività produttive. “I conti pubblici non permettono illusioni sulla possibilità di ottenere interventi risolutivi nell’immediato. Siamo consapevoli della necessità del sacrificio che ci viene richiesto. Resta l’auspicio che l’eliminazione delle disfunzioni nella fiscalità delle imprese bancarie italiane possa essere presto inclusa tra le strategie per la fuoriuscita dalla crisi”. Intanto, Faissola auspica che una relazione rafforzata tra le imprese e l’Amministrazione finanziaria, basata sul dialogo e improntata a principi di compliance, possa produrre effetti benefici. Quanto alla struttura regolamentare, l’ABI chiede regole coerenti con il modello di business dell’impresa e che lo IASB adotti un modello più semplice, meno costoso e meno pro-ciclico in materia di impairment. in Questo ambito rivestono decisiva rilevanza le proposte del Comitato di Basilea in materia di requisiti di capitale e liquidità. La crisi ha ribadito anche la necessità di una riforma dell’architettura di vigilanza europea coerente con il processo di consolidamento del mercato unico dei servizi finanziari. Le proposte della Commissione europea sulle quattro nuove Autorità di vigilanza – secondo l’ABI – sono idonee a creare le condizioni perché gli operatori dispongano di un unico set di regole (single EU rulebook) che permetta il pieno sfruttamento delle potenzialità del mercato unico, contribuisca a contenere i costi ed elevare la qualità dei servizi finanziari offerti. L’auspicio è che l’accordo politico per l’approvazione dei Regolamenti istitutivi delle nuove autorità sia raggiunto in tempo utile perché la nuova architettura sia in funzione dal 1° gennaio 2011. L’Abi non condivide invece la proposta di imporre una tassa a carico del settore bancario: sarebbe penalizzante per le banche italiane, che si sono mostrate virtuose e già sopportano un pesantissimo carico fiscale.