Banche a secco: Bancomat, sparite banconote da 5 e 10 euro

21 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

ROM (WSI) – Quante volte capita di recarsi allo sportello bancomat della propria banca per prelevare una piccola cifra di denaro, un’abitudine che hanno soprattutto i più parsimoniosi che avendo pochi soldi in tasca spendono meno, e vedersi invece “costretti” a prelevare da 20 euro in su?

Questo perché le banche erogano attraverso gli Atm banconote da 50 e da 20 euro e solo sporadicamente banconote da 10 euro la cui quota, assicurano dalla banca d’Italia, è contenuta. Per questo motivo l’istituto di Via Nazionale ha indirizzato agli istituti di credito una moral suasion, tramite l’Abi affinchè le stesse distribuiscano più banconote di piccolo taglio, 5 e 10 euro.

Spesso i soldi “piccoli” servono per chi va al bar e prende un caffè, per chi acquista il giornale all’edicola sotto casa o chi compra un chilo di mele dal fruttivendolo, piccole spese quotidiane insomma che è più facile pagare con banconote di piccolo taglio anche perchè così gli esercenti hanno meno difficoltà a dare il resto.

Il problema è che i nostri bancomat non erogano le banconote da 5 euro a differenza di altri paesi europei e né a volte quelle da 10, facendo partire la possibilità di fare il prelievo direttamente da 20 euro.

Certo è che così facendo le banche non violano nessuna regola visto che Bankitalia non ha la facoltà di imporre agli istituti di credito il mix di tagli da erogare nei loro sportelli Atm. Un circolo vizioso però che porterà inesorabilmente al lento declino delle o di piccolo taglio che spariranno così dalla circolazione.

Per ovviare a questa problematica arriva la soluzione presentata da Nicola Cicala, economista che all’Adnkronos spiega:

“L’unica soluzione è ‘spingere’ sul pagamento elettronico anche per gli importi più bassi. In prospettiva sarebbe una pratica conveniente per le banche, per lo Stato e anche per gli esercenti, qualora il costo a loro carico della transazione fosse ridotto.  Alle banche converrebbe perché aumentando i volumi dei pagamenti elettronici aumenterebbero i loro guadagni riducendo i costi della gestione del contante. Quanto allo Stato si assicurerebbe maggiore trasparenza dei pagamenti”.