BANCA MONDIALE: GUERRE SANTE PER CAUSA ECONOMICA

21 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Un nuovo studio della Banca Mondiale suggerisce che i conflitti civili sono piu’ spesso causati da ragioni economiche che da differenze di origine politica, etnica o religiosa.

Dopo aver esaminato 47 guerre interne scoppiate tra il 1960 e il 1999, la Banca Mondiale e’ giunta alla conclusione che i Paesi che derivano un quarto del prodotto interno lordo dall’esportazione di materiali grezzi rischiano di sprofondare in un conflitto civile molto piu’ di quelli con un’economia diversificata.

Questo perche’ le milizie rivoluzionarie si finanziano con il furto o il controllo di materie prime quali diamanti o caffe’, attivita’ che non rischiano di collassare sotto il peso del loro intervento.

In Sierra Leone, ad esempio, il controllo da parte dei ribelli delle miniere di diamanti per la vendita all’estero e’ una delle ragioni principali del conflitto, cosi’ come in Angola, dove il gruppo UNITA ha raccolto almeno il 50% dei $4 miliardi utilizzati per finanziare la rivolta, dalle miniere di diamanti.

Naturalmente elementi storici, etnici e religiosi hanno un’ influenza non trascurabile, ma la dipendenza di un Paese dai prodotti primari, insieme al basso reddito e alla crescita lenta dell’economia diventano i piu’ significativi elementi per prevedere un conflitto civile.