AWE: ACCOGLIENZA TIEPIDA, OCCASIONE IRRIPETIBILE

27 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Per i singoli investitori, che negli ultimi anni sono rimasti tagliati fuori da tanti redditizi IPO nel settore high-tech, quella di oggi potrebbe essere un’occasione irripetibile. La divisione di telefonia cellulare del colosso telefonico AT&T, AT&T Wireless Group, affronta da oggi il mercato con le proprie gambe.

Il collocamento ha gettato sul mercato 360 milioni di azioni al prezzo iniziale di 29,5 dollari ciascuna, per il valore totale di 10,6 miliardi di dollari, la piu’ grande operazione nella storia della borsa americana.

Questo significa che qualsiasi investitore ha la possibilita’ di comprare i nuovi titoli praticamente allo stesso prezzo riservato ai gestori di fondi e ai grandi investitori.

Dopo circa quattro ore dall’ingresso sul mercato, sono passati di mano circa 86 milioni di azioni targate (AWE) e il prezzo e’ in rialzo del 4%. Mentre il volume di scambi e’ da record, il rimbalzo della quotazione appare modesto per un gigante con 12 milioni di abbonati e un tasso di crescita superiore al 40% annuo.

Le turbolenze e l’alta volatilita’ che caratterizzano i mercati in questo periodo non hanno creato, secondo molti analisti, le condizioni ideali per scatenare l’entusiasmo della borsa. Non e’ un caso infatti che molti altri candidati all’IPO abbiamo preferito rimandare il collocamento a tempi migliori.

Le previsioni degli operatori sono per un alto numero di ordini – sia di acquisto che di vendita – sul titolo (AWE) nei prossimi giorni, ma il vero interrogativo e’ se ci si trova di fronte a un buon investimento sul lungo termine. In sei punti proviamo a riassumere pro e contro:

1) AT&T Wireless ha dimostrato di saper tenere un passo di crescita superiore a quello – gia’ ritenuto straordinario – delle telecomunicazioni cellulari e ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un fatturato di 2,2 miliardi di dollari e utili per $430 milioni; in entrambi i casi l’incremento e’ superiore al 40% rispetto al primo trimestre del 1999.

2) Il titolo (AWE) e’ definito un “traking stock”, cioe’ un titolo legato all’andamento delle attivita’ di AT&T nella telefonia cellulare. Quale sia l’esatto rapporto fra il titolo e la quota di proprieta’ AT&T, rimane per ora un mistero che neppure i piu’ scafati analisti di Wall Street sono riusciti a chiarire. Il diagramma esplicativo fornito dalla societa’ e’ stato definito, con benevolenza, “chiaro come una pittura astratta”.

3) I mercati hanno sempre dimostrato una certa difficolta’ a intercettare il prezzo di un “traking stock”, almeno nel periodo iniziale. E’ capitato con Ziff-Davis (ZD) e ZDNet (ZDZ); 3Com (COMS) e Palm Pilot. Molti trader sono pronti a scommettere che per AWE sara’ lo stesso: il rischio e’ che la valutazione di AT&T Wireless possa superare quella di AT&T. Il paradosso sta nel fatto che AT&T rimane di gran lunga il principale azionista, con una quota pari all’84%, della sua divisione cellulare: mentre sul mercato sono state immesse 360 milioni di azioni, 2,3 miliardi di titoli sono nella cassaforte della casa madre.

4) Il 10% del collocamento, pari a 36 milioni di titoli, e’ stato acquistato dai dipendenti AT&T che possono rivenderlo in qualsiasi momento senza limitazioni di sorta, mentre di solito le azioni devono essere conservate per almeno sei mesi. E’ la prima volta che una situazione del genere si verifica e quindi il comportamento dei dipendenti diventa un’incognita da valutare con attenzione.

5) La gigantesca rete di trasmissioni radio controllata da AT&T e’ basata sulla tecnologia TDMA, ritenuta dagli esperti inferiore allo standard CDMA recentemente introdotto dalla concorrente Qualcomm.

6) In futuro nessuno puo’ aspettarsi rimbalzi nel prezzo del titolo in vista di fusioni o tentativi di scalata: AT&T Wireless e’ semplicemente troppo grande perche’ qualcuno possa permettersi di comprarla.