Arte: restauro e conservazione mantengono vivi opera e valore

20 Aprile 2018, di Redazione Wall Street Italia

di Paolo Ceccherini

Anche le opere d’arte più recenti necessitano di essere conservate e, se necessario restaurate. L’intervento di un esperto in materia ne salvaguarda il valore

Restauro e conservazione sono attività che richiamano alla memoria le opere di arte antica. Spesso però collezionisti e investitori ne sottopesano l’importanza quando si parla di arte contemporanea. Tuttavia sono di cruciale importanza, soprattutto nelle acquisizioni per finalità di investimento. Una scarsa conoscenza dei materiali e delle tecniche di conservazione può esporre l’opera, oltre che a un deterioramento prematuro, anche a una perdita parziale o totale di valore.

Nel contemporaneo il restauro è materia estremamente ampia oltre che complessa e la sua affermazione è proporzionale alla crescita che caratterizza questo segmento. Complice l’evoluzione del gusto e della moda, oggi il mercato dell’arte ha ridefinito i propri protagonisti, spostando sempre più il baricentro verso il contemporaneo. Secondo Artprice, la top ten degli artisti per fatturato annuo di opere vendute nel 2017 è composta per ben il 50% da contemporanei, rispetto al 2000 quando il solo Andy Warhol era presente. Questa tendenza risulta ancora più evidente nelle opere di minore caratura.

La molteplicità di stili e tecniche utilizzate dagli artisti, dalle avanguardie fino ai giorno nostri, è la principale peculiarità del restauro nel contemporaneo rispetto a quanto accade per l’arte antica. Inoltre non ci sono sicurezze sulla durata nel tempo di questi capolavori, a causa dell’incertezza sulla capacità di resistenza dei materiali utilizzati all’azione del tempo e visto che la loro composizione fisico chimica non è sempre chiara, soprattutto quando vengono utilizzati composti sintetici di origine industriale. In conclusione il concetto di conservazione e l’approccio al restauro di un’opera contemporanea non cambiano rispetto a opere antiche, né sotto il profilo teorico né sotto quello pratico, ma sono problemi diversi da trattare in maniera diversa.

Abbiamo coinvolto Raffaella Amadori, specializzata nel restauro di opere moderne e contemporanee, che dal suo studio di Zurigo ha risposto ad alcune domande.

Dott.sa Amadori, quali sono le principali difficoltà nel restauro di opere d’arte contemporanea?

“L’arte contemporanea ha istituito come suo fine la ricerca della novità e ciò ha inevitabilmente generato una serie di mutamenti radicali nell’esecuzione delle opere. Molte nuove tecniche si sono affacciate sul panorama artistico, attraverso l’uso di materiali sperimentali provenienti dai settori più disparati, come ad esempio il ferro saldato, la pittura acrilica, i tessuti, fino ad arrivare a materiali organici facilmente degradabili. Il restauratore si trova dunque oggi di fronte a due principali sfide: la prima, preservare l’intenzione dell’artista che si manifesta nell’espressione del messaggio trasmesso dall’opera e la seconda che consiste nell’analisi approfondita dei materiali al fine di preservare gli elementi storici dell’opera, conservandone l’aspetto originario a testimonianza del suo passaggio nel tempo. Il compito del restauratore di arte contemporanea è arduo in quanto di fatto si rende responsabile di come sarà osservata l’opera nel futuro. Per questo è molto importante intervenire prima di un degrado che può verificarsi sia per errori di esecuzione tecnica, che per la natura deperibile dei materiali impiegati, oppure per il concetto stesso di durata limitata introdotta dall’artista nella sua opera magari realizzata non per durare nel tempo ma per una performance temporalmente limitata”.

Può convenire comprare un opera danneggiata, restaurarla e ricollocarla sul mercato?

“Dipende dalle condizioni dell’oggetto di interesse. Generalmente molti dei collezionisti miei clienti mi coinvolgono per effettuare una ‘due diligence’, per verificare lo stato di conservazione dell’opera e per accertare l’entità degli interventi di manutenzione necessari. Questa fase conoscitiva sullo stato di salute dell’opera può rivelarsi cruciale nella determinazione della forchetta di stima di prezzo del dipinto prima di essere ricollocato sul mercato”.

Può fare qualche esempio di opere d’arte danneggiate o deteriorate che poi sono state ricollocate sul mercato?

“Potrei citare due interventi di restauro. Il primo sull’opera Cheyt S. J. di Vasarely. A un prima analisi la manifestazione più evidente di degrado è stata la presenza di craqueles (crettature) molto profonnde, unita a una notevole aridità degli strati costituenti del dipinto e infine a un allentamento della tela causato da uno scarso ancoraggio sul telaio. La stima dell’opera prima dell’intervento di restauro era di circa 20.000 sterline, dopo l’intervento è stata battuta all’asta per più di 60.000 sterline e devo ammettere che sia il restauro che la riuscita della vendita hanno rappresentato per me elementi di grande soddisfazione. Il secondo esempio è l’opera Anticipatory Breach (Future Non-Performanceis Inevitable), 2007, dell’artista Daniel Lefcourt. L’intervento di restauro, iniziato solo dopo un’approfondita conoscenza dell’opera, ci ha permesso di intervenire con una più corretta e idonea metodologia senza minimamente interferire sull’originalità e completezza del dipinto. Un volta raccolte tutte le informazioni su come era stata eseguita l’opera danneggiata, si è potuto procedere a una ricostruzione pittorica con gli stessi materiali e tecniche d’esecuzione”.

Chi sono i tuoi principali clienti?

“La maggior parte dei miei clienti sono in primis le stesse case d’asta, che ‘tirano a lucido’ le opere effettuando un check up prima dell’incanto, poi chiaramente i collezionisti, che mi coinvolgono sia per le opere da loro già possedute che per pareri sullo stato di conservazione di pezzi da aggiungere alle collezioni. Infine fornisco il servizio di restauro e consulenza di conservazione a compagnie assicurative, gallerie e fondi di investimento in opere d’arte”.

Quali sono i principali costi per il restauro di un opera contemporanea?

“Dare una risposta a questa domanda è veramente complesso, in quanto molto dipende dalla natura dell’intervento, dallo stato di conservazione, dal degrado dei materiali e inevitabilmente dalle eventuali ricerche e analisi chimico fisiche sull’opera. Tuttavia per avere un’ indicazione generale di una stima per un intervento di restauro su un’ opera d’arte contemporanea si può considerare dai 300 euro fino agli oltre 30.000 per interventi complessi”.

Quali sono i consigli per preservare le opere dall’azione del tempo?

In generale la conservazione nel tempo di una qualsiasi opera è determinata da tre fattori: i materiali che la costituiscono, la tecnica d’esecuzione, le condizioni interne ed esterne dell’abitazione, del museo, del palazzo o di ogni altro luogo in cui si trova l’opera d’arte. Il mio consiglio è molto semplice oltre che basilare: per conservare dobbiamo prevenire. In particolare è opportuno creare un sistema climatico espositivo tale per cui non si producono deterioramenti da raggi Uv piuttosto che da eccessiva secchezza o umidità dell’aria. Nel caso di opere particolarmente importanti può essere il caso di inserire l’opera all’interno di apposite teche climatizzate, capaci di mantenere le condizioni di temperatura e illuminazione ottimali. Ovviamente una teca può costare alcune decine di migliaia di euro ma l’incidenza percentuale sul prezzo di acquisto di opere importanti può essere davvero bassa e sicuramente i soldi investiti risulterebbero maggiormente protetti”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di marzo del mensile Wall Street Italia.