Argentina, peso ai nuovi minimi malgrado stretta monetaria

28 Settembre 2018, di Alberto Battaglia

Il peso argentino ha toccato un nuovo minimo storico sul dollaro a quota 41,54 dollari, il dato ha successivamente recuperato a 40,80 con un ribasso del peso del 2,70%. Sullo sfondo, indiscrezioni pubblicate da Bloomberg rivelano che il tasso Leliq della banca centrale argentina (Bcra) è stato ulteriormente innalzato dal 60 al 65%; l’ultimo ritocco risaliva al 30 agosto.

Secondo quanto annunciato dal neo eletto governatore Guido Sandleris, l’istituto ha deciso di “adottare un regime di tassi dei cambi variabili senza interventi” se il cambio dollaro/peso resta nella forchetta compresa fra 34 e 44 unità per dollaro. Nel caso in cui il tasso di cambio sia superiore alla zona di non intervento, la Bcra effettuerà vendite giornaliere di valuta estera fino a 150 milioni di dollari.

Sandleris, entrato in carica martedì scorso in sostituzione di Luis Caputo dimessosi sembrerebbe per “motivi personali”, ha assunto anche l’impegno a non aumentare il livello della base monetaria fino al giugno 2019.

Appena poche ore prima il governo guidato da Mauricio Macri aveva stretto un nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale, che erogherà 57,1 miliardi di dollari a condizione di un piano responsabile di spesa pubblica, che si tradurrà in nuove misure di austerità fiscale. Rispetto al precedente accordo, l’Argentina ha concordato 7,1 miliardi di aiuti aggiuntivi.

“L’Argentina ha messo a punto un piano economico rafforzato, che punta a far tornare la fiducia e stabilizzare l’economia”, ha commentato la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, L’accordo con l’Argentina è il maggiore mai siglato dal Fmi”.