Argentina: gruppi minerari se ne vanno, paura default

8 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

BUENOS AIRES (WSI) – Buona parte delle società minerarie che operano in Argentina sta abbandonando i programmi di estrazione e sviluppo che avevano in loco. I motivi a monte della decisione sono diversi e variano caso per caso, ma la “grande difficoltà e non economicità relativa alla conduzione dei progetti” viene citata come la ragione principale.

È la testimonianza di una fonte attiva nel settore che ha chiesto di restare anonima e che si rende conto “della reale situazione di default” del paese e “della non curanza della stampa mondiale”.

La situazione di crisi va avanti dall’aprile 2011 e si sta aggravando ulteriormente. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello relativo alla brasiliana Vale. Per via di una disputa con il governo argentino sui costi, dopo aver speso 1,8 miliardi di dollari nel progetto, la seconda azienda mineraria al mondo ha deciso di sospendere il piano da 6 miliardi per l’estrazione di carbonato di potassio a Rio Colorado.

Al centro del braccio di ferro il costo dello sviluppo del progetto, che l’Argentina avrebbe gonfiato di quasi il doppio del valore iniziale. A riportarlo è ‘Bloomberg’.

Secondo il ‘Financial Times’, la decisione di abbandonare Rio Colorado, uno dei progetti più ambiziosi in Argentina, ha mandato su tutte le furie il governo di Cristina Krichner. Tanto che il Dipartimento per la Sicurezza del settore minerario ha detto ai due direttori principali del programma di lasciare il paese per rischi legati alla loro “sicurezza”.

L’amministrazione argentina ha minacciato la dirigenza di Vale di multe pesanti nel caso in cui la compagnia mineraria non dovesse confermare i 6.500 dipendenti sul posto impiegati nel settore delle costruzioni.

Secondo un analista geopolitico del gruppo Eurasia citato dal ‘Wall Street Journal’, “dal momento che i governi locali e nazionali argentini non hanno le risorse e le capacità per sviluppare per conto proprio il progetto di Rio Colorado, esso verrà con ogni probabilità abbandonato”.

Nel frattempo la canadese Pan American Silver ha interrotto le operazioni al progetto minerario Navidad di estrazione dell’argento, nella provincia di Chubut. Il gruppo ha citato problemi legati al sistema legislativo locale, che non è riuscito a rimuovere un divieto per le attività minerarie imposto nel 2003 (Legge 5001).

Il quotidiano ‘Jornada’ sottolinea che 70 lavoratori licenziati da Minera Argenta hanno occupato gli edifici nelle cittadine di Gastre e Gan Gan, chiedendo al governo di trovare una soluzione. La società canadese ha chiuso gli uffici di Puerto Madryn e Trelew, e ha annunciato che la prossima stagione non sponsorizzerà la squadra di calcio di Racing de Trelew.

È meglio che gli eventuali imprenditori in procinto di iniziare lo sviluppo di progetti in quell’area siano al corrente di tutti questi problemi.

Dal momento che non lo fanno i media nazionali, la fonte, che ha chiesto di restare anonomia, si auspica che chiunque si accinga “ancora una volta a comprare i nuovi bond Argentini” – ora più attraenti che mai per gli alti tassi e per la prospettata vincolazione al dollaro Usa – si informi per conto proprio.

Con le nuove elezioni in vista in ottobre la presidente Kirchner ha tutto l’interesse a tenere nascosti quelli che il testimone descrive come “immani problemi economici”.

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