Andare in ferie quando si vuole e senza limiti. È il nuovo trend della Silicon Valley

27 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In ferie quando vuoi senza limiti. Sembra un sogno, ma è già realtà in alcune piccole start up della Silicon Valley e anche in grandi aziende come LinkedIn, il social network dei professionisti fondato nel 2003 da Reid Hoffmann, con 380 milioni di utenti in tutto il mondo e ben 7600 dipendenti.

In gergo si chiama DTO, Discretionary Time Off e prevede che si lavori tutti insieme con entusiasmo e senza limiti e con ferie a piacere. Come accadrà a LinkedIn, a partire dal mese di novembre, secondo quanto riporta Repubblica, dove il limite dei 15 giorni di ferie pagate non esiste più perché “il capo sei tu”.

“E’ un passo importante per aiutare i nostri dipendenti a ricaricare le pile e restare motivati” – ha sottolineato la vice presidente del social network Pat Wados. Prima di LinkedIn altre importanti aziende hanno sperimentato questo nuovo modo di lavorare e di andare in ferie come Netflix, la piattaforma per vedere film e serie tv in streaming.

Come spiega il fondatore Reed Hastings: “A me interessa che le cose siano fatte bene, non quanti giorni lavorano i miei dipendenti”.

A Netflix in particolare è stato varato il piano chiamato “sky is the limit”, letteralmente l’unico limite è il cielo per cui quando si vuole per le ferie c’è sempre tempo e non ci sono limiti. “Certo affinchè tutto funzioni servono dipendenti maturi, responsabili e che abbiano davvero a cuore la qualità del loro lavoro”.

Ma quali sono i vantaggi per l’azienda che adotta il Discretionary Time Off? Permettere ai dipendenti di andare in ferie quando si vuole significa in primo luogo che non ci sono più le ferie pagate e quindi le ferie non smaltite non vanno messe a bilancio come un costo, risparmiando in media 1800 dollari per ogni dipendente. Un dipendente che si approfitta delle ferie senza limiti senza avere risultati, sarà licenziato.

In ferie per una settimana o anche un mese si può andare ma solo se si è in pari con il lavoro e senza danneggiare gli altri colleghi. Quindi in sostanza si ottiene di far lavorare di più. A parte l’accoglienza calorosa in alcune aziende, in altre si è addirittura tornati indietro come a Kickstarter, la piattaforma per il crowfunding che a settembre ha abolito il DTO annunciando che “aveva creato non poca confusione”.

O ancora il caso dei giornalisti del Chicago Tribune e del Los Angeles Times dove il piano delle ferie no limits è durato appena una settimana, travolto dalle proteste dei giornalisti perché preoccupati di dover trattare ogni singolo giorno di ferie con il proprio capo redattore.

Obiettivo finale del piano è quello di avere un’azienda con i lavoratori migliori, quelli di talento, capaci di sbrigare il lavoro nel minor tempo possibile e godersi le ferie. (ACA)