Analisti e top manager: “Petrolio scivolerà a 25-30 dollari al barile”

17 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il petrolio potrebbe scivolare ancora e toccare il recordo minimo di 25-30 dollari al barile. A pensarlo sono analisti finanziari e top manager aziendali.

Russel Napier, consulente degli investimenti da una ventina d’anni, sottolinea che il calo della domanda cinese, l’invecchiamento dei baby boomers americani e il rafforzamento del dollaro potrebbero spingere il prezzo della materia prima a 50 dollari al barile nel primo semestre del prossimo anno e fino ai 25 dollari successivamente.

“Da agosto abbiamo previsto che i futures sul Brent sarebbero calati a 70 dollari al barile e anche più in basso” e che il dollaro avrebbe visto una fase di poderosi rialzi, scrive Napier, strategist presso CLSA. Le sue previsioni si sono rivelate corrette.

Come si vede nel grafico dall’estate il Brent ha ceduto il 40%, mentre il biglietto verde si è rafforzato del 10%. Secondo gli analisti di ERIC si tratta della prima tappa di un processo che vedrà una serie di strategie di uscita dalle misure di stimolo monetario delle banche centrali mondiali che hanno dominato i mercati dal 2009.

Se da una parte ci sono gli analisti convinti che i prezzi effettueranno un’inversione di rotta presto, per ERIC i fattori negativi sono troppi e i prezzi scenderanno a 50 dollari al barile e probabilmente più in basso nella prima parte del 2015.

A meno che l’Opec non faccia marcia indietro e apporti tagli alla produzione, lo scenario è inevitabile. Il rallentamento fisiologico della Cina si tradurrà in un calo della domanda molto più forte di quanto visto in passato. Le politiche cinesi sono cambiate sotto il presidente Xi e saranno la “nuova norma” per la seconda potenza economica al mondo – la prima in termini di Pil reale.

Ciò creerà uno schock della domanda equivalente allo shock sul capitolo dell’offerta visto nel 1973 durante il boicottaggio del petrolio arabo. La domanda è vista languire in un mercato sazio di barili di petrolio. Se negli Anni 70 si andò incontro all’inflazione, stavolta sarà la volta di una deflazione.

Il Ceo di Emirates Airline concorda con le previsioni di Napier. Per lui le società attive nel settore dell’aerospazio trarranno vantaggio del calo dei prezzi del greggio, che potrebbero scendere anche a $30 il barile.

Secondo le stime del top manager il prezzo realistico è 70 dollari, ma non avrebbe mai dovuto salire sopra tale cifra e “ho sempre pensato che potrebbe scendere di nuovo a 30 dollari”. “Vedremo”, ha chiosato Tim Clark in un’intervista concessa all’emittente CNBC.

Anche se ci saranno sicuramente periodi di estrema volatilità sul breve termine – in tutte le classi di asset – Clark è convinto che sul lungo termine un deprezzamento dell’oro nero riporterà la fiducia e gli invesimenti nell’industria dell’aviazione.

(DaC)