Allarme phishing: le cautele necessarie

23 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

I clienti del servizio “Internet banking” comunemente fornito da tutte le banche, ricevono sovente, al proprio indirizzo di posta elettronica, richieste di dati personali da parte di soggetti, aventi loghi o simboli identificativi in tutto simili a quelli di primari Istituti di credito nazionali ed esteri.

Rappresentano questi, in tutta evidenza, dei pericolosi tentativi di furto della vostra identità digitale (user ID, password, codice della carta dei servizi telematici, numero di conto corrente, codice fiscale, estremi del vostro documento d’identità, recapiti telefonici etc.).

Sono queste, come ho avuto modo di dire in precedenti occasioni, delle attività propedeutiche a commettere gravissimi reati, attraverso l’utilizzo dei vostri dati personali, sia pure trasmessi in assoluta buona fede.

In questi casi, quindi, NON rispondere mai a queste richieste truffaldine evitando, nel modo più assoluto, di inserire i dati personali suddetti.

Per quanto noto, si ricorda che:

  1. È opportuno, se non indispensabile, proteggere il proprio PC con antivirus e antispywareaggiornati;
  2. La banca (quella vera), quando ti scrive lo fa in modo confidenziale chiamandoti per nome;
  3. La banca non chiede mai – dicesi mai – i tuoi dati personali (come il codice fiscale, numero di conto, documento d’identità), peraltro regolarmente forniti in occasione dell’Adeguata verifica al momento dell’avvio della relazione e pertanto non ne avrebbe alcuna necessità;
  4. La banca ti chiede soltanto la “user ID e la password”, per essere sicura che stai entrando proprio tu e non altri che, magari fraudolentemente, hanno carpito questi dati;
  5. La banca, ti chiede infine l’autorizzazione per la disposizione di bonifico.