Allarme Confcommercio: tasse locali +250% in venti anni

17 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Allarme Confcommercio sulle tasse in Italia: negli ultimi 20 anni i tributi sono quasi raddoppiati crescendo del 92,4%.

A trainare il boom – rileva l’ufficio studi dell’associazione – sono le tasse locali: in venti anni, dal 1995 al 2015, le imposte sono passate da 30 miliardi a 103 miliardi di euro con una crescita del 248%, mentre le tasse centrali nello stesso periodo sono passate da 228 miliardi a 393 miliardi di euro con una crescita del 72%.

”E’ necessario un maggior coordinamento tra i vari livelli di governo per ridurre le tasse a imprese e famiglie e la spesa pubblica, scongiurando il ricorso alle clausole di salvaguardia”, ha commentato il presidente di Confcommercio,  Carlo Sangalli, denunciando anche le profonde differenze di imposizione fiscale a livello territoriale. ”Un imprenditore con un imponibile Irap pari a 50 mila euro e imponibile Irpef pari a 50 mila euro è costretto a pagare 2.255 euro se vive a Roma e zero se vive a Trento. E’ una situazione iniqua. Non si può pagare per le inefficienze della pubblica amministrazione”, spiega.

A trainare il triste boom, tra 2011 e 2015, sono state le imposte sugli immobili, cresciute del 143%, passando da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi di euro. Nel 2016, si legge nel rapporto, ci sarà un calo del 19% rispetto al 2015 grazie alla riduzione sulla prima casa, stabilita dal governo con la legge di Stabilità.

Rispetto al 2011, il segno resta ancora positivo: le imposte sugli immobili e sui rifiuti cresceranno complessivamente dell’80% rispetto al 2011, passando da 15,4 miliardi a 27,8 miliardi di euro.