Alert Obama: “rischiamo il default. Ma non mi piegherò ai ricatti”. Fitch minaccia

15 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ha indetto una conferenza stampa per esprimere le proprie posizioni sulla questione del debito negli Stati Uniti, e ha lanciato un allarme. “Se il Congresso non alzerà il tetto sul debito pubblico, l’America non sarà più in grado di onorare i suoi impegni” e andrà in default.

Lo ha ammesso il presidente americano, Barack Obama, che ha sottolineato al contempo che non si piegherà al “ricatto” dei Repubblicani, che chiedono un taglio alle spese federali, in cambio di un innalzamento del tetto sul debito. Dopo qualche ora, arriva la minaccia Fitch: “Un fallimento nell’alzare il limite del debito in tempo utile – ha affermato – porterà a un esame formale dei rating degli Usa”. L’agenzia ha affermato comunque che le probabilità di una insolvenza sui pagamenti restano “estremamente deboli”.

“Quello che non farò sarà negoziare con una pistola puntata alla tempia del popolo americano”, ha precisato. Con il suo discorso, Obama ha affermato di fatto che, nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero andare in default, la responsabilità sarà dei repubblicani.

“Potranno decidere di agire in modo responsabile, e pagare i conti dell’americani, o potranno agire in modo irresponsabile, ed esporre gli Stati Uniti a un’altra crisi economica – ha continuato nel suo intervento – Ma non riceveranno alcun riscatto per non aver provocato il fallimento della congiuntura americana”.

Se il tetto del debito non venisse innalzato “le conseguenze sarebbero disastrose”, alimentando “il rischio di una crisi dei mercati finanziario. Si tratterebbe di una ferita auto-inflitta all’economia. Anche il solo pensare all’idea che una cosa del genere possa realizzarsi, che gli Stati Uniti non paghino i propri conti, è irresponsabile. E’ assurdo”.

Proprio nelle ultime ore, la banca Citigroup ha lanciato anch’essa l’allarme sulla situazione fiscale in cui versano gli Stati Uniti, ammettendo che il default per gli Stati Uniti, anche per pochi giorni, è una opzione realistica.

Ad appoggiare Obama è stato anche il presidente della Fed Ben Bernanke, che ha sottolineato che è necessario alzare il tetto sul debito. Il limite è ora fissato a 16.400 miliardi di dollari. “E’ molto, molto importante che il Congresso compia le azioni necessarie per aumentare il tetto del nostro debito, per evitare una situazione in cui il nostro governo sia incapace di pagare i conti” ha detto Bernanke. Il governatore ha poi affermato che l’economia ha ancora “molta strada da fare” prima che la Fed possa considerarsi soddisfatta.