Agenda Digitale perde pezzi, si dimette direttrice: “90% cose raccontate non vere”

30 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La direttrice dell’Agenda per l’Italia Digitale, istituita con il governo Monti, dà le dimissioni, complicando il processo di innovazione tecnologica del nostro paese.

Alessandra Poggiani, cooptata dal premier Matteo Renzi alla tesa della struttura il cui obiettivo è innovare la pubblica amministrazione, si lamenta delle “troppe invidie e rivalità”, con “il 90% delle cose che vengono raccontate non sono vere”.

La manager di Venis Spa è molto critica anche nei confronti del piano per la banda larga, di cui si sta occupando la Cassa depositi e prestiti di Franco Bassanini, definendolo “limitato”.

Il motivo ufficiale delle dimissioni di Poggiani, 44 anni, è l’intenzione di candidarsi in Veneto con Alessandra Moretti, deputata ed europarlamentare del PD che è stata vice sindico di Vicenza.

Ma tre conversazioni separate avute con Wired.it la manager non ha risparmiato attacchi frontali alla gestione dell’Agenda Digitale: “Non posso cambiare le cose da sola, senza squadra. Non mi sono sentita sostenuta, anche se questo governo è meglio dei precedenti. Forse il presidente del Consiglio ha chiaro quanto sia importante questa partita, ma gli altri senz’altro no”.

“Dovresti poter ricostruire da capo – continua la manager – ma non è possibile, troppe rendite di posizione. E ogni volta sei giudicata non sui risultati, ma sulla base delle dietrologie”.

Per Poggiani in seno all’Agid tutto è complicato: “Assumere nella pubblica amministrazione è impossibile, avrei voluto almeno riorganizzare, ma anche lì, avevo sottovalutato i sindacati del pubblico impiego. Impossibile dare obiettivi ai dipendenti. Quando sono arrivata c’erano 120 contenziosi su 80 persone”.

Fonte principalie: Wired

(DaC)