“Abbiamo una banca”, ma era gente della ’ndrangheta

19 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Shadow banking all’italiana, ovvero un «sistema creditizio parallelo» attraverso il quale le cosche della ’ndrangheta erogavano presiti a tassi usurari a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà finanziarie. Lo hanno ricostruito i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con personale della Dia.

I militari stanno eseguendo nelle province di Reggio Calabria e Milano un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 17 indagati per associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività creditizia e intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose.

Disposto il sequestro di beni aziendali e quote societarie per un valore di 8 milioni di euro. Al centro delle indagini del Ros, «le sinergie criminali instauratesi tra le cosche ndranghetiste reggine e rosarnesi per la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite».