A NEW YORK VINCONO SHORT E RIBASSISTI

25 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

Seduta decisamente negativa a Wall Street, il Dow Jones ha perso il 2,08%, lo S&P 500 l’1,96% e il Nasdaq l’2,03%. Gli indici sono stati zavorrati dai timori sull’impatto dell’onda lunga del credit crunch e dai segnali di ulteriore rallentamento dell’economia mondiale. Il quadro è reso ancor più fosco dal rimbalzo dei prezzi del petrolio, che rilancia le preoccupazioni su un incremento dei costi energetici, con conseguente flessione della spesa per consumi.

Ma è soprattutto il settore finanziario a scandire il passo. American International Group, la maggiore compagnia assicurativa al mondo, lascia sul terreno oltre il 5% dopo che Credit Suisse ne ha tagliato il target price e le stime sugli utili del terzo trimestre. Gli analisti di Credit Suisse infatti hanno pronosticato per il numero 1 mondiale del settore perdite per 2,41 miliardi di dollari nel trimestre, ossia 86 cent per azione. Lehman Brothers cade del 7% circa dopo che il presidente dell’authority che vigila sul sistema finanziario in Corea ha bocciato l’ipotesi che la Korea Development Bank acquisisca la banca d’affari Usa. Le autorità regolatorie sudcoreane hanno infatti messo sull’avviso Korea Development Bank circa i rischi legati ad una possibile acquisizione estera, considerata la gravità della crisi. Venerdì scorso infatti la stessa KDP non aveva escluso di avere fra le opzioni a disposizione anche l’acquisto della banca d’affari Usa.

Ancora una volta spinti al ribasso dai titoli finanziari, dopo che si è verificato il nono fallimento di un istituto statunitense. Infatti, le autorità del Kansas hanno deciso la chiusura di Columbian Bank, particolarmente esposta ai venti della crisi. Oggi hanno sofferto anche i titoli della grande distribuzione, con Coach – uno dei maggiori produttori di borse di lusso – che arretra di 1,3 dollari, a 27,03. Nel settore della ristorazione, Darden Restaurants scivola di 94 cents, a 32,63 dollari.

L’altalena del prezzo del petrolio – sceso oggi sotto 114 dollari per poi peraltro risalire – penalizza anche le compagnie aeree. AMR perde 14 cents, a 10,38 dollari. Il calendario macroeconomico prevedeva per la giornata odierna solo la statistica sulle compravendite di case esistenti, a sorpresa salite a luglio del 3,1%.

Il taglio delle stime sulla crescita mondiale nel 2008 e nel 2009, varato dal Fondo Monetario Internazionale, pesa sui titoli ciclici: Caterpillar, per esempio, scende di quasi il 3%. Fannie Mae, +5% circa, e Freddie Mac, +18% circa, hanno rallentato il passo dopo che, da un filing alla Sec, è emerso che Jp Morgan & Chase (oltre -3%) – che ha in mano titoli delle due agenzie semi-pubbliche per circa 1,2 miliardi di dollari – ha registrato un calo nel valore dell’investimento di $600 milioni nel terzo trimestre. Gli investitori temono che il rallentamento della crescita impatterà pesantemente anche sul settore tecnologico: Apple lascia sul terreno il 2% circa. Sul valutario l’euro è scambiato a 1,4753 dollari alla chiusura di Wall Street.