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Warren Buffett accelera il percorso di dismissione della propria partecipazione in Berkshire Hathaway. Il presidente e fondatore della holding statunitense, che compirà 96 anni il mese prossimo, ha annunciato una nuova tranche di donazioni di azioni destinate alle fondazioni di famiglia, precisando che l’intera quota residua sarà trasferita entro il 31 dicembre 2034.
Attualmente l’investitore detiene ancora 188.290 azioni di classe A e 1.162 azioni di classe B della conglomerata di Omaha, una partecipazione che continua a rappresentare uno dei patrimoni azionari più rilevanti al mondo, valutata oltre 140 miliardi di dollari. Anche ipotizzando un valore invariato del titolo, il nuovo piano implica donazioni annuali per almeno 17 miliardi di dollari, più del doppio dei circa 7 miliardi distribuiti nel 2025.
Quasi 6 miliardi alle fondazioni di famiglia
“La mortalità è imprevedibile, ma una cosa è certa: la mia quota sarà donate alle quattro fondazioni entro il 2034”, ha dichiarato Buffett, sottolineando l’intenzione di incrementare progressivamente i contributi annuali destinati alle organizzazioni gestite dai tre figli e, in misura ancora maggiore, alla Susan Thompson Buffett Foundation, intitolata alla moglie scomparsa.
Nel dettaglio, Buffett trasferirà nove milioni di azioni di classe B, per un controvalore di circa 4,5 miliardi di dollari, alla Susan Thompson Buffett Foundation, dedicata alla memoria della prima moglie.
Un ulteriore milione di azioni di classe B, per un valore vicino ai 500 milioni di dollari, sarà destinato alla Sherwood Foundation, guidata dalla figlia Susie Buffett, alla Howard G. Buffett Foundation e alla NoVo Foundation di Peter Buffett.
L’ammontare complessivo supera di gran lunga quello dello scorso anno, quando le quattro fondazioni familiari avevano ricevuto circa 1,4 miliardi di dollari nella tranche estiva, cui si erano aggiunti circa 1,3 miliardi in occasione delle donazioni di novembre.
Esclusa la Gates Foundation dopo vent’anni
La novità più significativa riguarda tuttavia la Gates Foundation. Per la prima volta dal 2006 Buffett non l’ha inclusa tra i beneficiari delle donazioni annuali, interrompendo di fatto quello che vent’anni fa aveva definito un “impegno irrevocabile” a sostenere la fondazione per tutta la vita. Secondo il programma originario, quest’anno l’organizzazione avrebbe dovuto ricevere azioni Berkshire per circa 4,5 miliardi di dollari. La mancata erogazione, segna quindi una cesura significativa in uno dei più importanti rapporti filantropici della storia recente.
Negli ultimi vent’anni Buffett ha destinato alla fondazione di Bill Gates quasi 48 miliardi di dollari ai valori di mercato al momento delle donazioni. Le azioni trasferite avrebbero oggi un valore di circa 159 miliardi di dollari, anche se la maggior parte è stata progressivamente venduta per finanziare le attività dell’ente.
Le tensioni tra Buffett e Bill Gates, un tempo legati da una solida amicizia personale, si erano già manifestate nel 2021, quando l’investitore lasciò il consiglio della fondazione pochi mesi dopo l’annuncio del divorzio tra Bill e Melinda Gates. Nel 2024 Buffett aveva inoltre chiarito che, dopo la sua morte, la Gates Foundation non avrebbe ricevuto ulteriori risorse dal suo patrimonio, destinato invece quasi integralmente a un trust filantropico affidato ai tre figli.
Quest’anno il riemergere di documenti relativi ai rapporti tra Bill Gates e Jeffrey Epstein ha ulteriormente raffreddato i rapporti. Lo scorso marzo Buffett aveva dichiarato di non aver più parlato con il fondatore di Microsoft dopo la diffusione delle nuove rivelazioni e di voler attendere che la vicenda fosse chiarita prima di assumere qualsiasi decisione sulle future donazioni.
Berkshire sotto pressione dopo l’addio operativo
L’annuncio arriva in una fase di transizione anche per Berkshire Hathaway. Dallo scorso maggio, quando Buffett ha comunicato l’intenzione di lasciare il ruolo di amministratore delegato, il titolo ha registrato una flessione di circa l’8%, dopo aver toccato i massimi storici. Nello stesso periodo l’indice S&P 500 ha messo a segno un progresso di circa il 32%.
Pur segnando l’avvio dell’uscita definitiva dal capitale della società costruita in oltre sei decenni, il piano di Buffett non modifica l’impostazione della successione manageriale già delineata. Piuttosto, conferma la volontà del finanziere di trasferire integralmente la propria ricchezza a finalità filantropiche, privilegiando un modello di governance familiare per la gestione delle risorse destinate al lungo periodo.