Le pensioni di mezzo mondo stanno segnando il tempo e il passo. I numeri della popolazione del pianeta raccontano che l’allungamento della vita e la denatalità stanno disegnando un quadro che tende a scurirsi sempre di più. Sono molti i Paesi che stanno cercando di correre ai ripari. Prima di ogni cosa si stanno preoccupando di sanare il possibile: le posizioni dei giovani, dei giovanissimi e dei neonati. In questi casi è il tempo il vantaggio la leva capace, attraverso l’interesse composto, di generare risultati straordinari. Ma per le generazioni di mezzo, anche quella di chi vi sta scrivendo, la condizione da affrontare è tutt’altro che agevole.
Essendo poco il tempo a disposizione, per arrivare a risultati soddisfacenti bisognerebbe investire somme ingenti di denaro. Oltretutto, la grave carenza di competenza finanziaria, ha portato il nostro Paese, laddove ce n’era l’opportunità, a utilizzare asset di investimento (titoli di Stato, reddito fisso) che hanno clamorosamente mancato la promessa data ai risparmiatori: determinare capitalizzazioni ingenti nel tempo garantendo la sicurezza del capitale. Tuttavia, il mancato rendimento rispetto ad altri asset più in linea con il lungo termine, ha generato invece le insicurezze previdenziali su cui stiamo mettendo l’accento.
In qualche modo ci sarà bisogno di trovare soluzioni altrimenti ci ritroveremo, come sottolineato da una ricerca di Fidelity (tra le più grosse aziende al mondo nella gestione dei danni finanziari e pensionistici), a rimanere senza soldi nel periodo di maggior fragilità della nostra vita.
È per questo che anche in Italia si sta finalmente cominciando a spingere verso scelte di investimento più congrue con i tempi della pensione. Il 1° luglio è entrata in vigore una riforma importantissima del settore previdenziale, che riguarda – soprattutto per i nuovi assunti – la modalità di investimento del trattamento di fine rapporto. Le istituzioni finanziarie, i datori di lavoro e i lavoratori stessi sono chiamati a una forte assunzione di responsabilità reciproca. Bisognerà informarsi perché le scelte che si faranno in termini di collocamento delle masse di denaro accantonate con il Tfr possano generare nel tempo, almeno in parte, le risorse che oggi mancano al nostro sistema previdenziale. C’è da informarsi, approfondire e prendere atto che il mondo che sta cambiando impone nuove competenze e non lascia spazio all’approssimazione riguardo argomenti del genere. Del resto, innovativi strumenti finanziari – come gli ETF – riducono i costi e migliorano, in moltissimi casi, la diversificazione, permettendo di realizzare capitalizzazioni importanti.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.