Economia

Villa Certosa passa da Berlusconi allo sceicco Al Thani: anche lo Stato ci guadagna. I numeri del mega deal

La  vendita di Villa Certosa, storica residenza in Sardegna legata alla famiglia Berlusconi allo sceicco Al Thani, rappresenta una delle operazioni immobiliari più rilevanti degli ultimi anni in Italia. L’operazione avrebbe un valore complessivo stimato intorno ai 350 milioni di euro e, secondo le ricostruzioni basate sui dati di bilancio della società Idra Immobiliare e riportate da Open, genererebbe una plusvalenza nell’ordine dei 200 milioni di euro.

Chi compra Villa Certosa e il profilo dell’operazione

L’acquirente, secondo le indiscrezioni, sarebbe lo sceicco Al Thani, in un’operazione che conferma il forte interesse dei capitali internazionali per il segmento del real estate di lusso italiano. Il passaggio di proprietà segnerebbe uno dei deal più rilevanti nel mercato immobiliare residenziale europeo, con un asset simbolico che negli anni è stato uno dei più noti del patrimonio immobiliare privato italiano.

Quanto incassa lo Stato dalla vendita

Proprio sulla plusvalenza si concentra l’attenzione del fisco italiano. Il guadagno stimato di circa 200 milioni di euro verrebbe tassato attraverso Ires e Irap, generando un gettito complessivo per lo Stato superiore ai 50 milioni di euro, pari a circa 48 milioni di euro di Ires e circa 7,8 milioni di euro di Irap. In alcuni scenari è prevista anche la possibilità di rateizzare il pagamento fino a quattro anni, con versamenti distribuiti tra il 2027 e il 2030 e rate annuali intorno agli 11 milioni di euro.

La stima della plusvalenza nasce dall’analisi del bilancio 2025 di Idra Immobiliare, la società del gruppo Fininvest-Berlusconi che controlla non solo Villa Certosa ma anche Villa San Martino ad Arcore e diversi altri immobili tra Milano, Roma e Sardegna. Il valore complessivo degli asset immobiliari iscritti a bilancio è pari a circa 270,9 milioni di euro. La società, pur registrando ricavi in crescita, ha chiuso il 2025 con una perdita superiore ai 13 milioni di euro e una posizione debitoria rilevante verso il gruppo Fininvest. I costi di gestione degli immobili includono manutenzioni, giardinaggio, sicurezza e servizi, oltre a investimenti specifici per la gestione delle strutture.

Villa Certosa rappresenta uno degli asset più iconici del portafoglio, sia per valore economico sia per rilevanza simbolica. Il suo eventuale passaggio a un investitore internazionale confermerebbe l’attrattività del mercato immobiliare italiano di lusso e il crescente interesse dei grandi capitali esteri. Dal punto di vista fiscale, l’operazione avrebbe un impatto diretto sulle entrate pubbliche, evidenziando ancora una volta come le grandi transazioni immobiliari possano trasformarsi in un’importante fonte di gettito per lo Stato.