Impresa

World Business Forum 2026, le relazioni che contano

Il 18 e 19 novembre all’Allianz Mico di Milano si terrà l’edizione 2026 del World Business Forum di Wobi. Un evento giunto alla ventitreesima edizione che si rinnova di anno in anno per aiutare manager e imprenditori a sviluppare nuove competenze e favorire opportunità di networking.
L’obiettivo della due giorni milanese è prorpio quello di offrire un percorso di formazione unico che spazia dall’evoluzione della leadership e del management, all’innovazione fino all’analisi dei principali business trend globali, con un occhio di riguardo alla possibilità di stringere nuove relazioni di lavoro.
Per capire cosa devono aspettarsi i partecipanti all’edizione 2026 abbiamo incontrato Ana Mazzeo, managing director di Wobi per l’Italia.

Mazzeo, quali sono le novità per l’edizione 2026?
In un mondo sempre più condizionato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale a tutti i livelli, l’edizione 2026 andrà controcorrente affrontando temi legati alla persona come la creatività, il talento e la leadership, offrendo sessioni plenarie e momenti di networking di alto livello, pensati per stimolare l’ispirazione e trasformarla in azione concreta. L’interesse per questi temi non manca visto che abbiamo già registrato il sold out per i biglietti Platinum. Per l’edizione 2026 puntiamo a superare il record dello scorso anno che ha visto 3.000 partecipanti coinvolgendo 750 aziende.

Quali sono gli ospiti attesi per il 18 e 19 novembre?
Tra gli speaker dell’edizione 2026 spicca Justin Trudeau, premier del Canada dal 2015 al 2025, che porterà una lettura aggiornata dello scenario geopolitico internazionale e una riflessione sulla leadership contemporanea. A lui si affiancherà Carl Lewis, uno dei più grandi campioni olimpionici di tutti i tempi, con un intervento dedicato al mindset: come si vince, come si perde e quali sono i meccanismi mentali che determinano la performance. Sul fronte dell’innovazione l’evento ospiterà Chris Barton, fondatore ed ex Ceo di Shazam. Ci saranno anche Paola Antonelli, Senior Curator of Architecture and Design al Moma di New York, Zack Kass, già Go-to-Market Lead di OpenAI, Marcus Collins, premiato marketer e brand strategist, Stephen M.R. Covey, massimo esperto mondiale di fiducia organizzativa, Amy Gallo, coach ed esperta di dinamiche sul posto di lavoro, Rita McGrath, docente alla Columbia Business School e tra le voci più autorevoli della strategia contemporanea.

Chi sono i partecipanti ai vostri eventi?
Abbiamo l’ambizione di essere il punto di riferimento per manager, imprenditori e professionisti in cerca di formazione d’eccellenza e di networking di alto livello.
In generale i professionisti che decidono di iscriversi al World Business Forum sono sopratutto C-livel alla ricerca di input e nuove idee che possano favorire una crescita per la propria azienda, ma anche uno sviluppo individuale, professionale e personale.
Voglio ricordare che per la partecipazione alla due giorni possono essere utilizzate le risorse dei fondi interprofessionali per la formazione manageriale. Il World Business Forum può essere inserito nel piano formativo aziendale o richiesto tramite voucher, in base alle modalità previste dal proprio fondo.

Come è evoluto in questi anni l’evento di Milano?
Il numero di partecipanti cresce ogni anno e questo è un segno che l’evento piace ai manager italiani. In media il 75% dei partecipanti rinnova la partecipazione per gli anni successivi.
L’edizione italiana è oggi la più grande a livello mondiale e rappresenta ormai una piattaforma che connette i partecipanti in una community attiva tutto l’anno. Accanto all’evento fisico di novembre, che continua a rappresentare il cuore dell’esperienza, è possibile partecipare a numerose masterclass con i migliori speaker al mondo, accessibili per un anno con l’iscrizione. Lo scorso mese di marzo si è tenuto un workshop con Marco Betttini, professore all’Esade, per capire come migliorare le performance finanziarie dell’azienda mentre a giugno si è tenuto un workshop dedicato al cambiamento organizzativo attraverso l’AI. Ma non solo. I Wobi members hanno accesso anche a una ricca libreria di contenuti digitali e a ulteriori opportunità di networking con ospiti di rilievo a Roma e Milano.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.