Investimenti

Mercati, sarà ancora crescita: l’azionario corre verso nuovi massimi. La view di Columbia

Le prospettive economiche globali, pur messe a dura prova dalle recenti fiammate geopolitiche e dallo shock energetico in Medio Oriente, si confermano resilienti. I solidi fondamentali societari e una crescita degli utili oltre le aspettative continuano a spingere i principali indici azionari verso nuovi massimi storici. È quanto emerge dall’approfondimento strategico di Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, che fotografa lo scenario macroeconomico e le traiettorie di mercato per la seconda metà del 2026, e che è stato presentato questa mattina nell’headquarter meneghino della casa d’investimento americana alla presenza anche del Country Head Italia Tommaso Tassi.

La tregua USA-Iran e il sollievo per Hormuz

Il focus principale dei mercati è orientato sul rientro delle tensioni nel Golfo. La firma di un fragile Memorandum of Understanding (MoU) e l’estensione di una tregua di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran offrono un quadro negoziale decisivo per scongiurare un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz.

La libertà di navigazione nell’area è una precondizione cruciale per l’economia globale. I dati sui flussi marittimi evidenziano già una decisa accelerazione delle navi e delle petroliere in partenza verso est dal canale strategico. Secondo le stime, pur prevedendo alcune residue fluttuazioni e interruzioni nell’offerta nel brevissimo periodo (2-3 mesi), i volumi di domanda e offerta marittima globali dovrebbero normalizzarsi completamente entro il bimestre settembre-ottobre.

L’allentamento delle sanzioni e la rimozione del blocco navale permetteranno di sbloccare gli asset congelati di Teheran in cambio di passi concreti sul programma nucleare, sebbene la sfiducia reciproca rimanga elevata e la stipula di un nuovo accordo strutturale post-JCPOA richieda tempo.

Petrolio e inflazione: perché il 2026 non è il 2022

Il rientro del prezzo del petrolio Brent – atteso stabilizzarsi in un range compreso tra i 75$ e gli 85$ al barile per il resto dell’anno – riduce lo spettro di una contrazione strutturale della crescita globale. Columbia Threadneedle evidenzia le profonde differenze strutturali tra lo shock energetico attuale e la crisi del 2022:

  • Infrastrutture e scorte: Rispetto al 2022, la capacità di resilienza dell’Europa sul fronte del GNL è nettamente superiore grazie al potenziamento delle infrastrutture portuali e al massiccio output produttivo statunitense.

  • Contesto macroeconomico: Nel 2022 lo shock energetico ha impattato un sistema già surriscaldato dalle pressioni inflazionistiche post-Covid, da politiche monetarie ultra-accomodanti e mercati del lavoro rigidi. Nel 2026, lo shock si inserisce in una fase caratterizzata da tendenze disinflazionistiche di fondo e da mercati dell’occupazione più deboli.

  • Dinamica monetaria: Le banche centrali si muovono oggi partendo da tassi di interesse reali già restrittivi e prudenti, offrendo un cuscinetto che rende superflua la reazione aggressiva vista quattro anni fa.

Il cambio di passo delle banche centrali

La fiammata sui prezzi dell’energia ha bruscamente invertito la narrativa sull’allentamento monetario stimata a inizio anno. Le aspettative sui tassi di interesse ufficiali implicite nei mercati sono cambiate radicalmente:

Negli Stati Uniti, l’inflazione core viaggia attorno al 4,2%, rimanendo sopra il target del 2% per il quinto anno consecutivo. Nonostante le pressioni della Casa Bianca per un allentamento, la Federal Reserve (guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh) adotterà un orientamento rigoroso e improntato all’attesa (“wait and see”) per valutare gli impatti reali dello shock energetico sul reddito dei consumatori.

L’impatto politico: mid-term USA e rebus UK

Il panorama politico si conferma un elemento di forte incertezza e volatilità. Negli Stati Uniti, l’impennata estiva dei carburanti alla pompa (saliti nel range 4$-5$ per gallone rispetto ai 3$ del periodo pre-elettorale) rappresenta un forte deterrente per l’approvazione del Presidente Trump in vista delle elezioni di mid-term di novembre. Un eventuale passaggio del controllo del Congresso nelle mani dei Democratici potrebbe aumentare considerevolmente il livello di scrutinio sull’azione presidenziale nell’ultimo biennio di mandato.

Situazione speculare nel Regno Unito, dove la fragilità politica interna e i timori sul deficit fiscale mantengono i mercati obbligazionari (Gilt) in uno stato di costante allerta. Il paese sconta una crescita strutturalmente debole e sconta le storture di un sistema energetico indicizzato ai costi marginali del gas. L’impopolarità governativa e l’attesa di un rimpasto o cambio di leadership in estate tengono temporaneamente in standby le decisioni di investimento, pur a fronte di valutazioni azionarie a forte sconto che continuano a catalizzare operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

Le scelte di asset allocation: meglio equity e Asia

Nonostante le valutazioni storiche dell’azionario – specie negli Stati Uniti – si trovino sulla parte alta della forchetta degli ultimi 25 anni , la solidità degli utili aziendali (EPS) spinge Columbia Threadneedle a mantenere un posizionamento complessivamente costruttivo sull’equity rispetto al reddito fisso.

Giappone ed Emergenti rimangono le aree geografiche preferite. Il Giappone beneficia della super-maggioranza della nuova Premier Sanae Takaichi, che apre la strada a riforme strutturali e a una politica fiscale più espansiva. I mercati emergenti (Cina e India in testa) mostrano valutazioni attraenti, una crescita solida e un crescente effetto sostituzione: l’interscambio commerciale tra paesi emergenti sta progressivamente sostituendo i canali tradizionali verso gli USA.

Il tema Artificial Intelligence (AI) resta valido, ma aumenterà la selettività. Il comparto tecnologico continua a trainare l’estensione del ciclo economico. Gli investimenti in conto capitale (Capex) degli hyperscaler statunitensi toccheranno i 700 miliardi di dollari quest’anno, per poi espandersi ulteriormente verso il 2028. La sfida dei prossimi mesi si sposterà sulla capacità delle singole aziende di dimostrare ritorni rapidi sulla monetizzazione di tali investimenti, determinando una forte selezione di mercato tra “vincitori e vinti”.