Fonte: Fonti societarie
La diversificazione continua a essere uno degli strumenti più efficaci e ricercati dagli investitori per la costruzione dei portafogli. Nel recente report “ETF/index outlook: diversify and thrive”, L&G amplia il concetto di diversificazione, individuando tre aspetti chiave che possono trasformarsi in leve strategiche legate ai dividendi.
Il contributo delle strategie basate sui dividendi nell’ampliare l’esposizione settoriale; il ruolo dell’approccio equal weight contro il crescente rischio di concentrazione del mercato azionario; e, infine, l’utilizzo dei fattori all’interno delle strategie di investimento tematiche per migliorare l’efficienza dell’allocazione.
Un reddito mensile con i dividendi
Il reddito da dividendi azionari rappresenta una componente significativa del rendimento totale per gli investitori. I grafici sottostanti mostrano, infatti, come i dividendi abbiano rappresentato quasi il 20% del ritorno complessivo negli ultimi 10 anni.


L&G ha deciso di quotare l’ETF Global Quality Dividend Ucits capace di offrire un flusso cedolare su base mensile. L’ETF replica il FTSE Developed All Cap Dividend Growth with Quality Index, un approccio sistematico per identificare quelle aziende in grado di generare dividendi alti, ma anche dalla qualità elevata, appartenenti ai mercati sviluppati globali. Inoltre, le aziende devono rispondere anche ad altri requisiti stringenti per essere incluse nel fondo; tra questi, particolarmente rilevante è la comprovata capacità di corrispondere dividendi sempre crescenti in un arco temporale di 10 anni.
Un indice che contiene titoli con una crescita dei dividendi positiva, un forward dividend yield relativamente più alto e una migliore esposizione alla qualità. Sono circa 2.000 le società a grande, media e piccola capitalizzazione quotate nei paesi sviluppati su scala globale che fanno parte dell’indice, la cui composizione viene rivista semestralmente.
“L’obiettivo non è semplicemente selezionare le aziende che distribuiscono i dividendi più elevati – chiarisce Giancarlo Sandrin, deputy head of Europe – wholesale di L&G -. La strategia integra, infatti, un filtro di tipo quality. La selezione guarda a società profittevoli, con RoE consistente, una crescita solida e livelli di leva finanziaria contenuti. L’idea è evitare aziende che si indebitano per remunerare gli azionisti e privilegiare invece imprese capaci di generare utili in modo sostenibile nel tempo”.
“L’ETF utilizza un approccio vicino all’equal weighting per evitare concentrazioni eccessive su singoli titoli – aggiunge Sandrin -. Ogni azione ha un peso massimo del 5% e non può superare di oltre 20 volte il peso originario nell’indice di partenza. Anche dal punto di vista settoriale il prodotto può contribuire alla diversificazione del portafoglio, perché tende ad avere una minore esposizione ai grandi titoli tecnologici, tradizionalmente meno orientati alla distribuzione di dividendi”.
Gli indici replicati dalla gamma L&G Quality Dividend sono in media circa del 30% a sconto in termini di capitalizzazione di mercato rispetto all’universo di partenza. Con la sua strategia L&G punta a portare una “maggiore diversificazione settoriale” che si concretizza con una minore esposizione al settore IT e una maggiore esposizione ai settori finanziario e industriale.
Come avviene la selezione delle aziende?
La divisione Asset Management di L&G utilizza una metodologia precisa per identificare le aziende che hanno il potenziale di pagare dividendi interessanti in modo costante. Nella ricerca non si tiene, infatti, conto solo dei dividend yield correnti più elevati ma si selezionano le società anche in base alla “sostenibilità dei dividendi futuri” e con un ritorno sul capitale sempre positivo. Inoltre, le potenziali società devono mostrare un trend di crescita del dividendo per azione negli ultimi 10 anni.
La strategia e i 4 punti chiave per L&G
- Approccio di lungo periodo ai dividendi
Un aumento del rendimento da dividendi potrebbe essere determinato dal calo del prezzo delle azioni, anche se i dividendi distribuiti sono rimasti invariati o sono diminuiti
Noi guardiamo alle dinamiche che hanno generato i dividendi e alle prospettive di lungo periodo.
- Coerenza nella crescita dei dividendi
Le aziende devono dimostrare una tendenza di crescita positiva del rapporto dividendi/azioni negli ultimi 10 anni e devono essere in grado di continuare a distribuire dividendi.
Monitoriamo l’andamento dei trend dei dividendi e la coerenza delle distribuzioni passate
- Dividendi di qualità
Monitorare solo i rendimenti e le tendenze dei dividendi potrebbe non essere sufficiente. Cerchiamo la sostenibilità dei dividendi. Il nostro filtro di redditività esclude le società con un rendimento del capitale negativo e quelle che hanno un basso rating di qualità
- Ponderazione uguale per tutte le capitalizzazioni
Sebbene le società che distribuiscono dividendi tendano ad essere più grandi e redditizie, riteniamo che sia importante considerare anche il segmento delle piccole e medie capitalizzazioni del mercato. I nostri titoli sono equamente ponderati e presentano una bassa esposizione alle società di piccole dimensioni