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Mentre il risiko bancario continua a tenere banco in Italia, UniCredit accelera in Germania sul dossier Commerzbank e replica alle contestazioni arrivate da Francoforte. L’istituto di Piazza Gae Aulenti ha portato la propria esposizione complessiva nella banca tedesca oltre il 54%, tra partecipazioni azionarie e derivati, confermando la determinazione a perseguire l’operazione. Un nuovo passo avanti nella strategia perseguita dal gruppo di Piazza Gae Aulenti, mentre prosegue l’offerta pubblica di scambio lanciata sulla banca tedesca.
Dopo cinque settimane di adesioni, l’Ops ha raccolto il 10,91% del capitale. Sommando questa quota al 26,77% già detenuto direttamente, UniCredit raggiunge il 37,68% in azioni. La partecipazione sale al 40,9% includendo il 3,22% rappresentato da strumenti con opzione di regolamento fisico. Restano invece esclusi dai conteggi il 13,2% di strumenti derivati con regolamento per cassa, che contribuiscono tuttavia a portare l’esposizione economica complessiva oltre la soglia del 54%.
La replica alle accuse di Commerzbank
Parallelamente all’aggiornamento sull’andamento dell’offerta, UniCredit ha deciso di rispondere alle critiche formulate nei giorni scorsi da Commerzbank. L’istituto tedesco aveva definito i dati diffusi da Piazza Gae Aulenti “potenzialmente fuorvianti”, sostenendo che le percentuali comunicate risultassero gonfiate dall’inclusione di posizioni in derivati.
Una contestazione che la banca italiana respinge con fermezza.
“Qualsiasi insinuazione secondo cui UniCredit avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all’offerta è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico”, afferma il gruppo guidato da Andrea Orcel.
Nel dettaglio, UniCredit sottolinea che la rappresentazione delle partecipazioni detenute rispetta integralmente il quadro normativo previsto dalla legislazione tedesca.
“La classificazione delle posizioni detenute riflette il quadro normativo obbligatorio di disclosure e non può quindi ragionevolmente essere qualificata come fuorviante”, evidenzia la banca.
Le comunicazioni, aggiunge il gruppo, sono effettuate “ai sensi e in piena conformità con le disposizioni del German Securities Trading Act e del German Takeover Act”. Piazza Gae Aulenti richiama inoltre il rapporto costante con BaFin, l’autorità di vigilanza tedesca, precisando che le informazioni diffuse sono oggetto di “un dialogo continuo, pienamente trasparente” e che dall’autorità non è giunto alcun rilievo in merito alle modalità di comunicazione adottate.
UniCredit spiega di aver scelto finora di lasciare agli azionisti il compito di valutare autonomamente i fatti. Tuttavia, la crescente intensità delle contestazioni provenienti dalla Germania ha spinto il gruppo a intervenire pubblicamente.
Secondo la banca, “la gravità delle accuse sollevate da Commerzbank, le continue comunicazioni alla stampa da parte di fonti vicine a Commerzbank e la persistente diffusione di informazioni sempre più gravi e prive di fondamento” rendono oggi “necessaria una presa di posizione”. Una decisione che arriva anche alla luce dell’ulteriore incremento delle adesioni all’offerta, circostanza che, secondo UniCredit, potrebbe alimentare nuove contestazioni da parte dell’istituto tedesco.
Lo scontro resta aperto
Dal canto suo, Commerzbank continua a contestare l’impostazione adottata dall’offerente. La banca tedesca evidenzia come le adesioni provenienti dagli investitori privati rappresentino appena lo 0,05% del capitale e sostiene che, al momento, non risultino adesioni da parte di investitori istituzionali.
Il confronto si mantiene quindi su un piano sia finanziario sia comunicativo. UniCredit riconosce al management di Commerzbank “il pieno diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire all’offerta pubblica di scambio”, ma ritiene non legittimo “compromettere l’integrità del processo di offerta mediante accuse non supportate da evidenze”.
Sul piano operativo, da ora in avanti gli aggiornamenti sull’Ops saranno diffusi con cadenza giornaliera. La prima fase dell’offerta si concluderà alla mezzanotte del 16 giugno.
Successivamente scatterà il periodo supplementare previsto dalla normativa tedesca, con termine fissato al 3 luglio. Nel caso di un eventuale rilancio dell’offerta, la scadenza verrebbe invece anticipata al 30 giugno, cui seguirebbe il consueto periodo integrativo di due settimane.
Il risiko bancario resta sullo sfondo
La partita Commerzbank continua intanto a intrecciarsi con il più ampio riassetto del sistema bancario italiano. UniCredit resta osservata speciale mentre il mercato valuta gli sviluppi delle operazioni che coinvolgono Mps, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm.
Gli operatori non sembrano attribuire elevate probabilità a una controfferta di Orcel su Siena. Più frequenti sono invece le ipotesi di un possibile ritorno di interesse verso Banco Bpm. Per il momento, tuttavia, il gruppo ribadisce che la priorità resta concentrata sull’offerta per Commerzbank e sull’obiettivo di garantire agli azionisti “tutte le informazioni necessarie per assumere decisioni consapevoli e informate”.