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Reti e consulenza nel risiko: cosa succede dopo la maxi operazione Intesa–Mps-Unipol-BPER

La maxi operazione di integrazione che vede protagonisti Intesa Sanpaolo, Unipol, Monte dei Paschi di Siena e BPER non si limita a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda infatti il futuro delle reti di consulenza finanziaria e di private banking, un segmento sempre più strategico nella competizione tra gruppi bancari.

I contorni dell’operazione sono stati delineati: Intesa manterrebbe il controllo su Mediobanca, mentre MPS e BPER si fonderanno con la regia di Unipol. Si tratta di un passaggio che, se confermato, avrebbe effetti diretti sull’intera architettura della consulenza finanziaria italiana.

Il nodo Widiba: ecco a chi andrà e poi i banker di BPER

Tra gli elementi più delicati dell’operazione c’è il futuro di Widiba. La banca digitale del gruppo Mps ha costruito negli anni un modello autonomo, con una forte identità tecnologica e un posizionamento specifico nel segmento della consulenza online e ibrida.

“Nell’acquisizione di Mps, Banca Widiba sarà esclusa dal perimetro rilevato da Unipol e finirà invece in pancia a Intesa Sanpaolo” ha sottolineato oggi in conferenza stampa Carlo Cimbri, presidente del gruppo Unipol.

La nuova Banca Mps (BPER + gli sportelli ex Mps) può contare su oltre 200 professionisti della rete di consulenza finanziaria BPER Financial Advisor e sui 350 private banker di Banca Cesare Ponti con masse per 38 miliardi di euro.

Mediobanca Premier e il tema delle sovrapposizioni

Un altro elemento centrale riguarda Mediobanca Premier. Nell’ambito dell’operazione, il marchio Mediobanca resterebbe nel perimetro di Intesa Sanpaolo. Questo significa che nel gruppo potrebbe entrare anche la rete di consulenza associata a Mediobanca Premier, una struttura che negli ultimi anni ha investito in modo significativo sul reclutamento e sul rafforzamento della propria presenza nel segmento affluent e private.

Il risultato sarebbe un ecosistema di reti potenzialmente sovrapposte, con più piattaforme operative nello stesso segmento di mercato. Una situazione che potrebbe portare, nel medio periodo, a una revisione profonda dell’architettura distributiva.

Un possibile riassetto delle reti di consulenza

Tradotto in numeri: oggi Intesa Sanpaolo Private Banking, attraverso Fideuram e le altre strutture dedicate, conta oltre 7.000 consulenti finanziari complessivi, mentre Mediobanca Premier e Widiba, insieme mettono a sistema circa 1.700 professionisti della consulenza.

Una eventuale integrazione porterebbe quindi il nuovo gruppo a superare quota 8.700 consulenti finanziari, consolidando ulteriormente la posizione di leadership nel mercato italiano delle reti finanziarie.

Se l’operazione dovesse essere completata, Intesa Sanpaolo si troverebbe così a gestire un insieme molto ampio di reti di consulenza finanziaria, con modelli e storie differenti ma in parte complementari. La presenza contemporanea di strutture come Fideuram, Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking, Widiba e Mediobanca Premier aprirebbe inevitabilmente il tema della razionalizzazione dei marchi e dell’allocazione dei consulenti. Il settore si troverebbe così davanti a una fase di possibile consolidamento, con l’obiettivo di evitare duplicazioni e massimizzare le sinergie tra reti differenti.

Al momento non esistono indicazioni definitive sulla configurazione finale delle reti coinvolte. Molto dipenderà dall’esito dell’operazione e dalle successive scelte industriali del gruppo. Tuttavia, il quadro che emerge è quello di un potenziale riassetto strutturale del mercato della consulenza finanziaria in Italia.