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Borse: meglio Wall Street dei listini europei, la strategia di Ubs

Le rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno pesato sui listini statunitensi nella giornata di lunedì, con l’indice S&P 500 che ha ceduto lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,2%. A innescare la flessione è stata la notizia che gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato diversi missili lanciati dall’Iran, la prima attivazione del sistema di allerta missilistica emiratino dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Il gregio Brent ha reagito con un balzo del 5,8%, chiudendo intorno a 114 dollari al barile.

Il giudizio di UBS: il rialzo rimane probabile entro fine anno

Nonostante la volatilità geopolitica, Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, mantiene una visione costruttiva sul mercato azionario americano.

“Vi è ancora spazio per un rialzo dei titoli statunitensi entro la fine dell’anno”, scrive nel suo Daily Comment, citando la solida crescita degli utili societari e i risultati del settore tecnologico della scorsa settimana, che hanno confermato una domanda sostenuta di intelligenza artificiale..

Con la situazione in Medio Oriente ancora fluida e una concorrenza crescente tra operatori e applicazioni dell’IA, UBS prevede che i prossimi guadagni di mercato non saranno appannaggio esclusivo dei giganti tecnologici. Circa il 70% della capitalizzazione dell’S&P 500 ha già comunicato i risultati del primo trimestre, con circa l’80% delle società che ha battuto le stime di vendite e utile per azione. La percentuale mediana di superamento delle aspettative sull’EPS si attesta al 5%, superiore alla media di lungo periodo dal 2015. Un fatto che segnala un allargamento della crescita dei profitti.

Da un punto di vista settoriale, UBS vede opportunità interessanti nei settori finanziario, sanitario, industriale, delle utility e dei beni discrezionali.

Asia protagonista: crescita degli utili e valutazioni scontate

Guardando oltre Wall Street, l’Asia Pacifico – si legge nella nota di UBS Global Wealth Management – guida i guadagni tra i mercati azionari globali dall’inizio dell’anno, con l’indice MSCI Asia ex-Japan in rialzo del 16%. Secondo UBS, questa resilienza è destinata a proseguire grazie a forze strutturali come il boom dell’intelligenza artificiale e alla solidità dei fondamentali macroeconomici regionali. Le iniziative di “value-up” in diversi mercati asiatici rappresentano un ulteriore elemento di supporto. Con valutazioni ancora profondamente scontate rispetto ai mercati globali e un momentum degli utili in accelerazione, la banca svizzera ribadisce il proprio orientamento positivo su Cina, Giappone, Corea del Sud e Australia.

Europa: difensiva ma non priva di opportunità

Sul Vecchio Continente UBS mantiene un giudizio neutrale, individuando però selezionati punti di interesse. Il settore sanitario e il mercato svizzero sono apprezzati per le caratteristiche difensive e il rendimento da dividendi. Gli industriali beneficiano delle tendenze strutturali legate al reshoring, alla spesa per la difesa, alla transizione energetica e agli investimenti nei data center per l’IA. Il settore dei beni discrezionali offre opportunità selettive grazie a valutazioni ancora interessanti.

La conclusione di Haefele è netta: pur confermando un giudizio “Attractive” sulle azioni statunitensi, gli investitori farebbero bene a costruire un’esposizione diversificata, sia all’interno del mercato americano che al di fuori di esso.
Per chi è disposto ad accettare i rischi connessi agli strumenti derivati, UBS suggerisce di valutare strategie strutturate per navigare la potenziale volatilità che potrebbe caratterizzare i prossimi mesi.