Fonte: Getty Images
Arriva un passaggio decisivo per il futuro di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che controlla partecipazioni strategiche nel panorama finanziario italiano ed europeo. L’assemblea degli azionisti, riunitasi il 27 aprile in Lussemburgo, ha dato il via libera a un riassetto da circa 10 miliardi di euro destinato a ridisegnare gli equilibri interni e a rafforzare la posizione di Leonardo Maria Del Vecchio.
Delfin: accordo tra gli eredi di Del Vecchio
Dopo anni di tensioni tra gli eredi del fondatore di Luxottica, l’accordo rappresenta il primo vero punto di svolta. Sul tavolo c’erano due decisioni fondamentali: da un lato la politica dei dividendi, dall’altro il riassetto delle partecipazioni. Per quanto riguarda i dividendi, l’assemblea ha approvato, con sette voti favorevoli su otto, la distribuzione dell’80% degli utili per il triennio 2025-2027. Un segnale importante in termini di remunerazione degli azionisti e di fiducia nella solidità della holding. L’unico voto contrario è stato quello di Rocco Basilico.
Leonardo Maria Del Vecchio diventa primo azionista
Ancora più rilevante è stata però la seconda delibera, quella relativa all’acquisto delle quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio. Il progetto è stato approvato con sei voti favorevoli su otto, mentre si sono opposti Rocco Basilico e Claudio Del Vecchio. L’operazione prevede che Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso il veicolo LMDV Fin, rilevi un 25% complessivo del capitale, pari al 12,5% ciascuno dai due fratelli.
Secondo indiscrezioni si tratta di un’operazione da 10 miliardi di euro, in larga parte sostenuta da finanziamenti bancari.
Una volta completato il passaggio, la sua partecipazione salirà al 37,5%, rendendolo il primo azionista con una maggioranza relativa. È un cambiamento significativo, pensato per superare lo stallo decisionale che ha caratterizzato la governance della holding negli ultimi anni. La frammentazione delle quote, tutte inizialmente distribuite in parti uguali tra gli eredi, aveva infatti reso difficile trovare un equilibrio e prendere decisioni strategiche condivise.
Cosa succederà
Dal punto di vista operativo, nei prossimi giorni è attesa la firma degli accordi per il trasferimento delle quote. Successivamente si aprirà una finestra di 40 giorni durante la quale gli altri soci potranno presentare eventuali obiezioni. L’operazione, secondo le informazioni disponibili, sarà sostenuta dal sistema bancario e le garanzie dovrebbero essere rappresentate proprio dal pacchetto azionario oggetto dell’acquisto. Non risultano invece vincoli alla cessione delle altre partecipazioni detenute da Delfin.
Un nodo strategico per la finanza italiana
Il riassetto non riguarda solo le dinamiche interne alla famiglia, ma ha implicazioni più ampie. Delfin è infatti una vera e propria cassaforte finanziaria, con un ruolo centrale in alcune delle principali realtà economiche italiane. La holding è il principale azionista di EssilorLuxottica e detiene partecipazioni rilevanti in Monte dei Paschi, con una quota del 17,5%, in Generali con il 10% e in UniCredit con il 2,7%. Il valore complessivo di queste partecipazioni è stimato intorno ai 15 miliardi di euro.
A questo si aggiungono flussi di cassa attesi per circa 1,5 miliardi nel 2025, in crescita significativa rispetto agli anni precedenti, a conferma della solidità della struttura finanziaria. In questo contesto, la concentrazione di una quota rilevante nelle mani di un unico azionista potrebbe facilitare una linea strategica più chiara e decisioni più rapide nelle principali partite industriali e finanziarie.
Negli ultimi anni, la governance di Delfin è stata segnata da un equilibrio delicato tra gli eredi, ciascuno con una quota del 12,5%. Questo assetto ha spesso rallentato i processi decisionali, creando una situazione di stallo che il nuovo riassetto punta a superare. L’ascesa di Leonardo Maria Del Vecchio come primo azionista rappresenta quindi un tentativo concreto di dare maggiore stabilità e direzione alla holding. Resta comunque evidente che il percorso non è del tutto privo di ostacoli, come dimostrano i voti contrari emersi in assemblea. Tuttavia, dopo quasi quattro anni di trattative senza esito, l’accordo segna un avanzamento significativo.
Parallelamente, continua a essere centrale il ruolo del management guidato da Francesco Milleri, presidente di Delfin e amministratore delegato di EssilorLuxottica, chiamato a garantire continuità nella visione industriale costruita dal fondatore Leonardo Del Vecchio.