Mps: ribaltate attese, Lovaglio torna come a.d.
Svolta inattesa all’assemblea di MPS. Rispetto alle previsioni della vigilia, la maggioranza degli azionisti ha appoggiato la lista di Plt Holding, designando Luigi Lovaglio come nuovo amministratore delegato. Nel dettaglio, la lista di Plt Holding che ricandida l’ex ad di Mps, Luigi Lovaglio, ha ottenuto il 49,95% dei voti espressi in assemblea, quella del cda il 38,79% e quella di Assogestioni il 6,94%. Determinante per la lista Plt il voto di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio primo azionista del Montepaschi con il 17,5%.
Nella nota diffusa ieri dalla banca senese si legge che l’assemblea ha determinato nel numero di 15 i componenti del cda con due Vice Presidenti, deliberando di nominare, quali membri del consiglio di amministrazione della banca, per gli esercizi 2026, 2027 e 2028: Cesare Bisoni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corrardini e Antonella Centra.
“Questa volta hanno vinto gli investitori internazionali e Caltagirone ha perso, ma il timore è che il consiglio di amministrazione vivrà un periodo burrascoso e che l’esito delle indagini possa ribaltare nuovamente la situazione”, commenta Jerome Legras, Head of Research di Axiom Alternative Investments.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo