Francia: inflazione corre più delle attese a marzo
Il tasso di inflazione francese è salito del previsto a marzo, a causa dell’impennata dei costi energetici dovuta alla guerra in Iran. Secondo i dati finali dell’Insee relativi ai prezzi al consumo di marzo in Francia, l’inflazione armonizzata si è attestata su base mensile all’1,1%, a dispetto delle previsioni che pronosticavano un’accelerazione all’1,1%, mantenendosi al di sotto del target del 2% fissato dalla Bce.
Su base annua, l’indice armonizzato ha mostrato un aumento del 2%, superiore all’1,9% previsto dal consensus Bloomberg. Sebbene questo dato corrisponda al target Bce, la revisione al rialzo vista a marzo segue un’analoga mossa da parte della Spagna, dove l’inflazione si è attestata al 3,4%, anziché al 3,3% previsto inizialmente.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo