Wall Street apre in calo: Dow Jones cede lo 0,41%
La giornata di oggi a Wall Street si è aperta con un leggero ribasso, un contrasto evidente rispetto ai forti aumenti registrati nella sessione precedente. Gli investitori mantengono alta l’attenzione sulla situazione geopolitica in Medio Oriente, dove un fragile accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran solleva preoccupazioni. In particolare, la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a destare timori, influenzando significativamente il mercato del petrolio.
Il Dow Jones ha aperto perdendo 195,99 punti, segnando un calo dello 0,41%, mentre l’indice S&P 500 ha visto una diminuzione di 8,76 punti, pari a un -0,13%. Anche il Nasdaq ha registrato una flessione, scendendo di 17,52 punti, equivalente a un -0,08%. Questi dati evidenziano un mercato in attesa, in cui gli operatori cercano di comprendere le possibili evoluzioni dello scenario internazionale.
Nel frattempo, il prezzo del petrolio WTI al Nymex ha segnato un incremento del 5,52%, attestandosi a 99,62 dollari al barile, avvicinandosi nuovamente alla soglia critica dei 100 dollari. Questo aumento è direttamente collegato alle tensioni nello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il trasporto del greggio a livello globale.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo