Borsa di Tokyo ancora in calo: Nikkei chiude a -1,58%
Le tensioni in Medio Oriente stanno scuotendo i mercati azionari asiatici, con una volatilità che si riflette anche sui prezzi del petrolio. Le recenti indiscrezioni riguardanti la possibile decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di porre fine all’intervento militare in Iran, hanno innescato forti oscillazioni nei mercati.
A Tokyo, l’indice Nikkei ha registrato una chiusura in ribasso dell’1,58%, scendendo a 51.063,72 punti. Anche il mercato di Seul ha subito un duro colpo, con il Kospi che ha perso il 4,3%. A Taipei, l’indice ha ceduto il 2,5%, mentre Hong Kong ha visto un calo più contenuto dello 0,5%.
Secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe espresso ai suoi consiglieri l’intenzione di interrompere l’intervento militare contro l’Iran, poiché prolungare la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe estendere il conflitto oltre le previsioni iniziali di 4-6 settimane. Nella speranza di una soluzione diplomatica, il presidente statunitense potrebbe richiedere l’aiuto degli alleati europei e del Golfo per imporre la riapertura dello Stretto, cruciale per il commercio petrolifero globale.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo