Performance record e strategie integrate sono la base forte per consolidare il ruolo dell’istituto nel settore del private banking, con un focus sulle imprese e la gestione patrimoniale del passaggio generazionale
Solidità, dinamismo e slancio verso il futuro. Tre elementi che emergono con decisione dai risultati record ottenuti nel 2025 da Banca Generali. La private bank del Leone ha registrato nuovi record storici di utile e masse in gestione, una testimonianza della forza della rete, ma anche della solidità del modello di business, visto l’anno reso complesso dalle numerose incertezze legate alle operazioni straordinarie.
I risultati oltre le incertezze.
Prima l’acquisizione di Intermonte, poi l’Ops avanzata da Mediobanca il 28 aprile, successivamente naufragata, hanno messo la società al centro della cronaca, ma la private bank e la rete dei suoi professionisti non hanno perso la rotta. La raccolta netta, infatti, non ha subito scosse e ha superato i target, attestandosi a 6,8 miliardi di euro. La banca del Leone ha confermato il suo posizionamento di terza realtà private del Paese, con oltre 81,5 miliardi di euro di masse in gestione.
Tra i segmenti di clienti private, nell’ultimo anno Banca Generali ha fatto un importante sforzo per rafforzare il dialogo con gli imprenditori. Le Pmi sono la spina dorsale dell’economia italiana, una componente cruciale del patrimonio delle famiglie del Paese.
I dati di Banca d’Italia parlano di circa 1.600 miliardi di ricchezza privata detenuta in aziende non quotate. Banca Generali ha calcolato che circa 260 miliardi di questo patrimonio d’impresa è riconducibile ai suoi clienti, ovvero il 15% del totale. Un dato che si confronta con la quota di mercato della banca-rete nel segmento private, stimata al 7% (dati Aipb) e che dimostra quanto la private bank del Leone sia in pole position nel rapporto con la clientela imprenditoriale.
La strategia futura.
“Ora vogliamo mettere sempre più a fattor comune la relazione di fiducia dei nostri professionisti con gli imprenditori e le competenze di Intermonte nell’investment banking per coprire tutta la catena del valore dei servizi lungo tutto il ciclo vitale dell’azienda”, spiega Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali.
Grazie all’inserimento nel gruppo delle competenze di Intermonte, infatti, i professionisti di Banca Generali possono proporre alle famiglie imprenditoriali con un approccio integrato tra private banking e investment banking.
I primi mesi di lavoro fianco a fianco tra la rete di Banca Generali e la squadra di Intermonte “hanno evidenziato una complementarità e sintonia nell’attività quotidiana per affiancare i clienti. Il valore di saper comprendere le soluzioni più adatte ai clienti grazie a una profonda relazione di conoscenza e fiducia fa il paio con la capacità di mettere a terra le strategie più efficaci per arrivare ai risultati migliori”, prosegue Ragaini.
Di padre in figlio.
Una combinazione ancora più preziosa in una congiuntura storica come quella attuale, che vedrà passare di mano nei prossimi sette anni, fino al 2033, oltre 300 miliardi di euro di ricchezza tra generazioni nelle famiglie private. Un patrimonio in cui spesso l’impresa è la pietra angolare attorno a cui tutto si sviluppa. Nel perimetro delle attività della banca svolge in questo senso un ruolo sempre più importante la fiduciaria Generfid che negli anni ha acquisito una significativa esperienza nell’ambito della pianificazione patrimoniale, con un focus particolare sulla trasmissione dei patrimoni alle generazioni future. Generfid “si propone come partner strategico, per fornire soluzioni integrate, espandendo i propri servizi al wealth management per dialogare a 360 gradi sulle tematiche patrimoniali”, spiega Ragaini.
Nella galassia del gruppo bancario Banca Generali, Intermonte e Generfid si integrano con il ventaglio di soluzioni di wealth management offerto.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di marzo 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.