Debito delle Amministrazioni pubbliche italiane in crescita a gennaio 2026
Nel mese di gennaio, il debito pubblico italiano ha registrato un incremento significativo, aumentando di 16,8 miliardi di euro rispetto al mese di dicembre, e attestandosi a 3.112,3 miliardi di euro complessivi. Questi dati sono stati divulgati dalla Banca d’Italia nel rapporto ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’.
Secondo il rapporto, l’aumento è dovuto principalmente all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro, che sono cresciute di 9,5 miliardi di euro, raggiungendo un totale di 61,9 miliardi, e al fabbisogno finanziario delle amministrazioni pubbliche, che ammonta a 8 miliardi. In contrapposizione, l’effetto combinato di scarti e premi all’emissione e al rimborso, insieme alla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e alla variazione dei tassi di cambio, ha contribuito a una riduzione di 0,8 miliardi.
L’incremento del debito è stato prevalentemente causato dalle amministrazioni centrali, che hanno visto un aumento di 16,6 miliardi, mentre le amministrazioni locali hanno contribuito con un incremento marginale di 0,2 miliardi. Il debito degli enti previdenziali, invece, è rimasto pressoché invariato.
Un altro punto cruciale riguarda la durata media residua del debito, che si è mantenuta stabile a 7,9 anni. Parallelamente, la quota di debito posseduta dalla Banca d’Italia ha continuato a calare, passando al 18,3% rispetto al 18,5% del mese precedente.
Per quanto riguarda la distribuzione del debito tra i detentori, a dicembre, l’ultima data disponibile per questi dati, la quota in mano a investitori esteri è salita al 34,4% dal precedente 34,3%. Al contrario, la quota detenuta da altri residenti, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, è scesa al 14,4% rispetto al 14,5% del mese precedente.
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