Usa, rivisto al ribasso il PIL nel quarto trimestre 2025
Il Bureau of Economic Analysis ha rivisto al ribasso la crescita dell’economia statunitense per il quarto trimestre del 2025, segnando un aumento del PIL dello 0,7% su base trimestrale. Questo dato rappresenta un rallentamento significativo rispetto alla crescita del 4,4% registrata nel trimestre precedente e risulta inferiore rispetto alla stima preliminare del +1,4%.
I consumi, altro indicatore chiave della salute economica, hanno subito una revisione al ribasso, con un incremento del 2%, rispetto al 3,5% del trimestre precedente e al 2,4% indicato nella prima lettura.
L’inflazione, misurata dal PCE price index, si attesta al 2,8%, leggermente più bassa rispetto alla prima lettura e al 2,9% del terzo trimestre. L’indice PCE core, un indicatore di inflazione che esclude i prezzi volatili di cibo ed energia, ha registrato un aumento del 3,1%, in linea con la prima lettura ma superiore al 3% del trimestre precedente.
Questi dati evidenziano un rallentamento della crescita economica americana, sollevando preoccupazioni sulle prospettive future. Le revisioni al ribasso del PIL e dei consumi, insieme a un’inflazione ancora presente, potrebbero influenzare le decisioni di politica monetaria nei prossimi mesi.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo