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Nonostante un 2025 chiuso con ricavi ai massimi storici, Morgan Stanley ha avviato una riduzione della propria forza lavoro globale pari a circa 2.500 dipendenti, ossia circa il 3% dell’organico complessivo (circa 83 mila dipendenti). Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza del dossier. La riorganizzazione interesserebbe le principali divisioni della banca e rientra in un più ampio riallineamento strategico delle attività.
I tagli nelle tre grandi divisioni
Stando ai rumors, le riduzioni riguarderebbero l’intero perimetro operativo della banca, in particolare le tre principali linee di business: investment banking e trading, wealth management e investment management. I licenziamenti interessano sia ruoli front office sia funzioni di supporto, mentre i consulenti finanziari che operano direttamente con i clienti non sono coinvolti nel piano.
Secondo le stesse fonti, il processo di riduzione dell’organico è iniziato nei primi giorni di marzo e coinvolgerà sia le sedi statunitensi sia quelle internazionali.
Le decisioni sui tagli sono state prese sulla base di diversi criteri: priorità strategiche del business, riorganizzazione geografica delle attività e performance individuali dei dipendenti. La banca, tuttavia, non sta semplicemente riducendo l’organico. Secondo persone vicine alla banca, l’istituto prevede nuove assunzioni in alcune aree considerate più strategiche, in modo da riallocare risorse verso segmenti a maggiore crescita.
Investment banking e wealth management trainano i conti
La ristrutturazione arriva in un momento di forte performance finanziaria. Nel 2025 la banca ha registrato ricavi annuali record, con un’accelerazione significativa nel quarto trimestre.
A sostenere i risultati è stata soprattutto la ripresa dell’attività di dealmaking: i ricavi dell’investment banking sono aumentati di circa il 47%, spinti dal ritorno delle operazioni di fusione e acquisizione e dall’aumento delle commissioni legate all’emissione di debito.
Parallelamente, la divisione wealth management, oggi uno dei pilastri del modello di business del gruppo, continua a generare una quota rilevante dei ricavi complessivi.
Il ridimensionamento dell’organico si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge l’intero settore finanziario statunitense. Diverse grandi banche stanno rivedendo i costi operativi e accelerando l’adozione di nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. Secondo osservatori del settore, anche istituti come Goldman Sachs e JPMorgan Chase hanno avviato negli ultimi anni programmi di ottimizzazione del personale, con l’obiettivo di aumentare efficienza e margini in un contesto di mercato ancora caratterizzato da volatilità e trasformazione tecnologica.
I conti 2025: ricavi e utili ai massimi storici
Sul piano finanziario, Morgan Stanley ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi per 70,6 miliardi di dollari, segnando una crescita del 14,2% rispetto ai 61,8 miliardi del 2024. L’utile netto annuale ha raggiunto 16,9 miliardi di dollari, con utili per azione diluita pari a 10,21 dollari, in deciso miglioramento rispetto ai 13,4 miliardi e ai 7,95 dollari per azione dell’anno precedente.
Le performance sono state sostenute da risultati positivi in tutte le principali aree di attività. La divisione Institutional Securities ha generato 33,1 miliardi di dollari di ricavi, beneficiando di livelli record nell’equity trading, di un’intensa attività dei clienti nell’investment banking e di buoni risultati anche nel comparto del reddito fisso.
La divisione Wealth Management, ormai pilastro della strategia del gruppo, ha segnato ricavi record per 31,8 miliardi di dollari e un utile ante imposte di 9,3 miliardi, con un margine del 29,3%. Nel corso dell’anno l’unità ha registrato 160 miliardi di dollari di flussi basati su commissioni e nuove masse nette per 356 miliardi.
Anche Investment Management ha chiuso l’esercizio con risultati senza precedenti: i ricavi netti hanno raggiunto 6,5 miliardi di dollari, sostenuti da un livello medio più elevato di asset in gestione e da afflussi netti di lungo periodo per 34 miliardi.