Mercati

Borse: scosse in arrivo? JPMorgan suggerisce dove trovare riparo

Mentre l’intelligenza artificiale continua a ridisegnare interi settori e a spingere gli investitori verso titoli più speculativi — in particolare quelli legati a OpenAI e all’ecosistema tecnologico — gli strategist di Jp Morgan individuano un’area del mercato rimasta indietro ma con solide prospettive di recupero: il cosiddetto fattore qualità. I titoli “quality” sono aziende con flussi di cassa stabili, utili prevedibili, management esperti e vantaggi competitivi duraturi. Caratteristiche che, in teoria, dovrebbero attrarre capitali in ogni fase del ciclo. Eppure non è stato così.

Titoli quality in forte ritardo, cosa dice la storia

Nell’ultimo anno, questa fetta dell’azionario ha sottoperformato il mercato nel suo complesso, poiché gli investitori hanno privilegiato titoli più speculativi. Secondo i dati della banca d’affari Usa, il comparto sta attraversando uno dei periodi peggiori degli ultimi vent’anni. Solo nel 2025 i titoli di qualità, rappresentati dall’indice MSCI World Quality Index, hanno sottoperformato il mercato globale (MSCI World Index) di quasi il 5%. Ma proprio questo ritardo, sottolineano gli analisti, rappresenta il punto chiave.

“I periodi di sottoperformance della qualità possono essere seguiti da inversioni molto marcate”, osserva Meera Pandit, strategist globale dei mercati.

Il precedente più citato è il ciclo pre-crisi finanziaria. Tra il 2003 e il 2006 le società di qualità rimasero indietro rispetto al mercato sviluppato per quattro anni consecutivi. Ma con l’avvicinarsi della recessione globale tornarono al centro dell’attenzione, sovraperformando di circa sette punti percentuali sia nel 2007 sia nel 2008.

Su un orizzonte più lungo il pattern è simile: negli ultimi trent’anni, nei ribassi del mercato azionario superiori al 10%, i titoli quality hanno battuto il mercato nel 78% dei casi, con un rendimento extra mediano del 3,4%.

Tutto questo succede per un motivo preciso, fanno notare gli analisti di Jp Mporgan, ovvero quando la crescita rallenta e la liquidità si restringe, gli investitori tendono a privilegiare stabilità degli utili, solidità patrimoniale e visibilità dei flussi di cassa. In altre parole, proprio le caratteristiche che definiscono il fattore qualità.

Per questo gli strategist ritengono che, se il ciclo azionario globale dovesse indebolirsi — eventualità non esclusa in un contesto di forte concentrazione sui titoli dell’IA — il capitale potrebbe tornare rapidamente verso questo segmento.

Attenzione però all’eccesso di tecnologia

Il consiglio non è però privo di avvertenze. Anche all’interno dell’universo quality, spiegano gli analisti, occorre valutare con attenzione il peso dei titoli tecnologici e dei grandi player dell’IA, che potrebbero guidare eventuali correzioni future.
Tra i fondi di qualità con esposizione relativamente più contenuta ai cosiddetti hyperscaler tecnologici, viene citato un ETF statunitense con un paniere di grandi aziende globali dei consumi e dell’industria. Tra le principali partecipazioni figurano:
Costco, Visa, Mastercard, General Electric, Apple,Procter & Gambl, Lam Research, Coca-Cola, Caterpillar, Merck