L’obbligazionario di qualità torna al centro della scena, con la gestione attiva che si conferma fondamentale per cogliere le opportunità nel 2026. La crescita globale ha dimostrato una resilienza superiore alle attese, ma sotto la superficie si sta delineando un quadro frammentato. È questa la chiave di lettura emersa dalla conferenza tenutasi ieri a Milano in cui sono intervenuti Adriano Nelli, Responsabile per l’Italia di PIMCO e Nicola Mai, Economista e Analista del Credito Sovrano di PIMCO, dedicata alle prospettive economiche cicliche per il 2026 e alle implicazioni per gli investimenti. Un contesto in cui le divergenze tra economie, settori e classi di attivo diventano il principale fattore di selezione sui bond.
Le indicazioni per gli investitori europei
Per gli investitori italiani ed europei, come ha sottolineato Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO, il contesto attuale rappresenta un’occasione per rafforzare la resilienza dei portafogli sfruttando rendimenti obbligazionari ancora elevati. La combinazione di valutazioni azionarie tirate, politiche divergenti e maggiore dispersione tra le asset class rende la diversificazione e la qualità elementi centrali nella costruzione dei portafogli per il 2026.
In un mondo caratterizzato da maggiore frammentazione e minore uniformità dei cicli economici, l’approccio attivo torna a essere uno strumento essenziale per navigare le complessità dei mercati e cogliere opportunità che difficilmente emergono con strategie passive.
Economia resiliente ma “a forma di K”
Secondo Nicola Mai, economista e analista del credito sovrano di PIMCO, la crescita globale ha retto meglio del previsto nonostante l’inasprimento delle politiche commerciali e il rialzo dei tassi degli ultimi anni. Gli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno svolto un ruolo centrale nel sostenere l’attività economica, in particolare negli Stati Uniti e nelle economie asiatiche più integrate nelle catene tecnologiche.
Tuttavia, la resilienza non è uniforme. Le economie avanzano a velocità diverse, dando vita a una crescita “a forma di K”, con vincitori e perdenti ben distinti. Le imprese ad alta intensità di capitale e tecnologia e le famiglie che beneficiano dell’effetto ricchezza legato ai mercati finanziari risultano avvantaggiate, mentre i segmenti più esposti al costo del lavoro, al commercio internazionale e ai cambiamenti normativi restano sotto pressione.
Verso nuovi equilibri monetari
Il 2026 si apre con politiche fiscali e monetarie sempre più divergenti tra le principali aree economiche. Negli Stati Uniti e in Cina il sostegno fiscale resta un pilastro della crescita, mentre in Europa e nel Regno Unito lo spazio di manovra appare più limitato. Sul fronte monetario, molte banche centrali si stanno avvicinando al tasso neutrale, ma il ritmo e l’ampiezza degli interventi restano disomogenei.
Negli Stati Uniti, le aspettative di mercato incorporano ulteriori tagli dei tassi nella seconda parte dell’anno, in un contesto in cui i rischi per l’inflazione appaiono bidirezionali: da un lato i guadagni di produttività legati all’IA, dall’altro le pressioni derivanti da dazi, stimoli fiscali e investimenti infrastrutturali.
Obbligazionario di qualità al centro
In questo scenario, il reddito fisso torna a offrire un profilo di valore difficilmente trascurabile. L’ampia rivalutazione dei tassi avvenuta dopo la pandemia ha riportato i rendimenti iniziali su livelli storicamente interessanti, creando le condizioni per rendimenti potenzialmente sostenibili nel tempo. Secondo PIMCO, l’obbligazionario di alta qualità consente oggi di migliorare la qualità e la liquidità dei portafogli senza rinunciare a un potenziale di rendimento comparabile, in alcuni casi, a quello dell’azionario.
Particolare attenzione viene riservata alla gestione attiva e alla diversificazione globale. Le differenze nei cicli economici e nelle politiche monetarie tra Paesi sviluppati ed emergenti aprono spazi di generazione di alfa attraverso un’attenta selezione geografica e di curva.
Selettività su emergenti e credito
I mercati emergenti, sempre meno omogenei rispetto al passato, offrono opportunità asimmetriche legate a rendimenti reali elevati e a rischi sempre più idiosincratici. In questo contesto, la selezione paese per paese diventa determinante, sia sul fronte dei tassi sia su quello valutario.
Nel credito, PIMCO mantiene un approccio costruttivo ma prudente. Le dinamiche di fine ciclo richiedono una forte selettività, con una preferenza per il credito cartolarizzato di alta qualità e per l’asset based finance, sostenuti da garanzie robuste e fondamentali più resilienti. Al contrario, le aree di credito più generico o di qualità inferiore presentano rischi crescenti, anche a fronte di spread compressi e standard di finanziamento meno rigorosi.