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Continua l’earning season delle principali banche d’affari americane. La divisione del Wealth Management di Citigroup chiude il periodo con ricavi pari a 2,1 miliardi di dollari, in crescita del 7%, grazie soprattutto alla buona performance di Citigold e della Private Bank. La crescita è stata solo in parte compensata dal calo registrato dal segmento Wealth at Work.
Il margine di interesse netto della divisione Wealth ha raggiunto 1,4 miliardi di dollari, segnando un aumento del 12%. Il risultato è stato sostenuto da spread sui depositi più elevati e da un aumento delle giacenze medie, mentre i minori margini sui mutui hanno parzialmente frenato la crescita.
I ricavi non da interessi si sono attestati a 736 milioni di dollari, in lieve calo dell’1%. La flessione riflette principalmente la perdita di commissioni legate alla cessione del business trust nel terzo trimestre 2025, in gran parte compensata dalla crescita delle altre commissioni nette. Gli asset di investimento della clientela sono saliti del 14%, a conferma di un’attività commerciale ancora dinamica.
Citigroup: le performance dei singoli segmenti
Nel dettaglio, la Private Bank ha registrato ricavi per 625 milioni di dollari, in aumento del 6%, trainati da spread sui depositi più elevati, nonostante la pressione sui margini dei mutui. Il segmento Citigold si conferma il principale contributore, con ricavi per 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 12%, sostenuti sia dall’aumento degli spread sui depositi sia da maggiori commissioni sugli investimenti.
Più debole invece l’andamento di Wealth at Work, che ha registrato ricavi per 227 milioni di dollari, in calo dell’11%, penalizzati dai minori spread sui mutui. Il risultato è stato in parte attenuato da spread sui depositi più elevati e da una crescita delle commissioni legate agli investimenti.
Costi e qualità del credito sotto osservazione
Le spese operative del Wealth Management sono salite a 1,7 miliardi di dollari, con un incremento del 6%, principalmente legato a investimenti in tecnologia, a volumi più elevati e ad altre spese correlate alla crescita dei ricavi.
La rettifica per perdite su crediti si è attestata a 38 milioni di dollari, riflettendo 36 milioni di perdite nette su crediti e un incremento netto delle riserve (ACL) di 2 milioni. Nel periodo precedente, la rettifica era stata pari a 20 milioni, grazie a un rilascio netto di accantonamenti.
Nel complesso, l’utile netto del Wealth Management ha raggiunto 338 milioni di dollari, in crescita dell’1%, sostenuto dall’aumento dei ricavi ma quasi interamente compensato dall’incremento dei costi e da una maggiore prudenza sul fronte del credito.
Utile netto e ricavi: i risultati trimestrali
In merito agli altri risultati, nel quarto trimestre del 2025, Citigroup ha registrato un utile netto di 2,5 miliardi di dollari, pari a 1,19 dollari per azione, su ricavi per 19,9 miliardi. Il dato si confronta con un utile di 2,9 miliardi, o 1,34 dollari per azione, e ricavi per 19,5 miliardi nello stesso periodo del 2024.
I risultati del trimestre sono stati influenzati da una voce straordinaria legata alla Russia. Come già comunicato in precedenza, Citigroup ha contabilizzato una perdita sulla vendita di 1,2 miliardi di dollari (1,1 miliardi al netto delle imposte), connessa al trattamento contabile “held for sale” relativo al piano di dismissione di AO Citibank in Russia, registrata nella voce “Other revenues”.
Al netto di questo elemento straordinario, il quadro operativo appare decisamente più solido: i ricavi sarebbero cresciuti dell’8%, contro il +2% riportato, grazie alla crescita delle divisioni Banking, Services, U.S. Personal Banking e Wealth, che ha più che compensato il calo del segmento All Other.
Guardando all’intero esercizio, Citigroup ha chiuso il 2025 con un utile netto di 14,3 miliardi di dollari e ricavi per 85,2 miliardi, in aumento rispetto ai 12,7 miliardi di utile e 80,7 miliardi di ricavi del 2024.