Economia

EY premia le imprese dell’anno, chi sono le vincitrici dell’edizione 2025

L’Italia imprenditoriale non è ferma: investe, esporta, digitalizza processi e si misura con mercati globali sempre più selettivi. È con questa logica — non celebrativa ma di impatto — che, ieri, EY ha consegnato a Milano i premi dedicati alle imprese capaci di coniugare innovazione, visione industriale e prospettiva di lungo termine. L’obiettivo dell’iniziativa resta quello originale: identificare modelli d’impresa che non solo performano oggi, ma dimostrano di poter reggere anche domani.

“Capire il futuro per esserne protagonisti”: la filosofia Menarini

A primeggiare è Menarini, guidata dagli azionisti e consiglieri Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, che si porta a casa il Premio EY Shape The Future. Non un premio alla carriera, ma una dichiarazione precisa: l’innovazione, quando è autentica, può diventare leva strutturale del Paese. E la multinazionale farmaceutica lo dimostra puntando su ricerca scientifica avanzata, persone, tecnologie e una visione internazionale mai timida.

Il riconoscimento arriva con motivazioni nette: capacità di anticipare le sfide, generare impatto sociale, trasformare la scienza in soluzioni concrete.

“Menarini contribuisce in modo determinante alla ricerca sanitaria di frontiera”, sottolinea Francesco Lecis, Markets Leader di EY Italia.

Nalini e Rossi Luciani (CAREL) sono gli imprenditori dell’anno

Il secondo verdetto pesante arriva dalla Giuria indipendente del premio EY L’Imprenditore dell’Anno® 2025: vincono Francesco Nalini (Amministratore Delegato) e Carlotta Rossi Luciani (Sustainability Executive Director) di CAREL INDUSTRIES.

Motivazione: aver trasformato una realtà familiare in un gruppo multinazionale presente in oltre 80 Paesi, mantenendo governance solida, radici valoriali e una direzione chiara verso digitalizzazione e sostenibilità.
È la celebrazione di un modello di crescita “sordo ai rumori”, capace di competere sui mercati globali senza perdere identità, puntando su tecnologia e impresa responsabile.

I premi di categoria

A completare il quadro, una serie di riconoscimenti che raccontano l’eterogeneità — e la resilienza — del tessuto produttivo nazionale.

  • Family Business – Carlo Molteni (Molteni Group)
    Il design italiano come asset internazionale, custodito e rilanciato generazione dopo generazione.

  • Sustainable Business Model – Massimo Carrara (Cartiere Carrara)
    La sostenibilità non come etichetta ma come leva industriale: investimenti, filiera certificata, progetti ambientali a ciclo completo.

  • Italian Heritage – Vincenzo Divella (Divella)
    Tradizione e modernità, radici territoriali e visione globale: la ricetta con cui il made in Italy continua a crescere.

  • Engineering Excellence – Claudia, Alessandra e Marcello Persico (Persico Group)
    L’ingegneria avanzata che parla a settori diversi, con standard di precisione che hanno il sapore di manifattura d’élite.

  • Process Excellence – Alessandro Spaggiari (SPAL Automotive)
    Tre generazioni per un modello produttivo integrato che oggi è sinonimo di efficienza e competitività.

Nuove frontiere: cybersecurity e welfare digitale

La serata EY guarda anche ai nuovi protagonisti del mercato, quelli che stanno riscrivendo modelli e settori.

  • Premio Scaleup – Gianni Cuozzo, Exein
    Cybersecurity in versione high-tech: protezione dei dispositivi connessi e standard internazionali alzati di un’altra tacca.

  • Premio Startup – Giorgio Seveso, Tundr
    Una piattaforma che semplifica il welfare aziendale, rendendolo accessibile e inclusivo: innovazione che migliora la vita delle persone, non solo le performance dei conti.