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Nella tavola rotonda virtuale tenutasi ieri, Goldman Sachs Asset Management ha presentato l’Investment Outlook 2026, delineando uno scenario dominato da politiche monetarie divergenti, nuovi equilibri commerciali, pressioni fiscali e, in controtendenza con quanto sembra profilarsi in queste ore sui mercati, un’accelerazione dell’intelligenza artificiale.
Nel panel moderato da Bryon Lake, i responsabili globali delle divisioni Multi-Asset, Fixed Income, Alternatives e Quantitative Investment Strategies hanno evidenziato come la gestione attiva, la diversificazione e la ricerca di catalizzatori trasversali alle asset class saranno determinanti per navigare un contesto d’investimento che rimane ricco di opportunità ma anche di fragilità macro.
La situazione macro nel 2026
In particolare, l’Investment Outlook 2026 di GS Asset Management, ha innanzitutto permesso di fare il punto su quelle che sono le prospettive macro.
“Con l’avanzare del 2026, l’incertezza derivante dalle mosse delle banche centrali, dalle tensioni geopolitiche e dalle trasformazioni strutturali definirà il quadro macroeconomico. Gli investitori hanno bisogno di un approccio realmente diversificato e multi-asset, che combini posizionamento attivo, selezione granulare dei titoli e una gestione del rischio disciplinata”, ha affermato Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO di Multi-Asset Solution.
AI catalizzatore, ma dispersione in aumento
Sul fronte azionario USA, GS Asset Management vede ancora forza nelle big tech. Le “Magnificent 7”, pur attraversando una fase di maggiore dispersione nei risultati, restano sostenute da modelli di business solidi e investimenti massicci nel campo dell’AI.
“Monitoreremo la solidità dei core business soprattutto mentre investono in modo aggressivo nell’intelligenza artificiale”, ha spiegato Sung Cho, co-head of Technology Investing, ricordando come l’adozione dell’AI si stia diffondendo oltre le big tech, verso automazione, customer engagement e operational intelligence.
Le small cap potrebbero offrire ulteriori opportunità in settori come difesa, tecnologia, consumer e healthcare, pur richiedendo una forte gestione attiva per selezionare i veri innovatori. “Questo approccio aiuta a distinguere le aziende di qualità e a evitare insidie, con il potenziale di costruire portafogli resilienti in un contesto dinamico”, ha aggiunto Greg Tuorto, portfolio manager.
In Europa, la combinazione di maggiori investimenti in capex, reindustrializzazione e flessibilità fiscale apre spazio a settori come difesa, energia e finanziari. “Le strategie quantitative possono aiutare a orientarsi tra frammentazione e inefficienze, generando rendimento attraverso un approccio basato sui dati”, ha osservato Osman Ali, Global Co-Head di QIS.
Reddito fisso tra opportunità e cautela
Il 2026 sarà un anno di divergenza tra le banche centrali: due possibili tagli della Fed, tassi stabili per la BCE e ulteriori rialzi in Giappone. Questo quadro richiede, per GS Asset Management, grande flessibilità.
“Il reddito fisso offre ancora opportunità interessanti, ma l’equilibrio dei rischi sta cambiando. Serve un approccio sempre più dinamico che combini costruzione diversificata del portafoglio e una solida gestione del rischio”, ha commentato Kay Haigh, Co-CIO del Fixed Income.
Tra le fonti di rendimento, GS Asset Management cita titoli cartolarizzati (incluse tranche AAA di CLO), credito high yield e bond BBB. Ma resta centrale l’attenzione al ciclo del credito.
“Una marcata inversione degli investimenti legati all’AI o una significativa debolezza del mercato del lavoro potrebbero essere i precursori di un hard landing per l’economia globale”, ha avvertito Haigh.
Private Markets in crescita anche coi dati
Nei mercati privati, GS Asset Management ritiene che il 2026 offrirà nuove opportunità, soprattutto grazie alla ripartenza dell’attività di dealmaking e alla maggiore disponibilità di dati per valutare i track record dei gestori.
“L’attività sta accelerando, sostenuta dai mercati dei capitali e da minori costi di finanziamento – ha affermato Michael Bruun, co-head del Private Equity – Con valutazioni ancora elevate, la resilienza operativa diventa centrale per attirare l’interesse degli investitori”.
Per il private credit, lo scenario rimane costruttivo. “Con l’accelerazione dei deal e la crescita dell’interesse per il private credit investment grade, questa asset class diventerà una fonte chiave di finanziamento”, ha spiegato James Reynolds, co-head globale del Private Credit.
Il real estate potrebbe beneficiare di un contesto di tassi più bassi e di una ripresa delle transazioni. “Le valutazioni si sono stabilizzate e riteniamo che il sentiment continuerà a migliorare nel 2026”, ha dichiarato Jim Garman, Global Head of Real Estate.
Nel settore delle infrastrutture, l’AI e la digitalizzazione guideranno una nuova fase di investimenti, insieme all’energia e all’economia circolare. “Gli investitori possono accedere alla prossima ondata di crescita, soprattutto nel mid-market, dove la active ownership può creare valore significativo”, ha concluso Tavis Cannell, Global Head of Infrastructure.