Impresa

Triboo: per il presidente Monti “l’intelligenza artificiale è il motore della nostra rinascita”

Con Riccardo Monti, presidente di Triboo S.p.A,  abbiamo fatto il punto sulla strategia di rilancio della  digital transformation factory quotata a Piazza Affari.

 

Dopo una fase critica nel 2024, Triboo S.p.A. ha archiviato il primo semestre 2025 con segnali positivi. L’EBITDA si attesta a 4,5 milioni di euro, pari al 16% dei ricavi, l’EBIT è pari a 1,5 milioni mentre l’utile netto è positivo (circa 0,7 milioni). I ricavi consolidati sono pari a 28,1 milioni di euro, in calo del 17,2% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

La società milanese ha reagito alla contrazione del fatturato attraverso una forte spinta sull’innovazione e la trasformazione digitale, in particolare grazie a una strategia orientata all’intelligenza artificiale (AI) in tutti i settori chiave del business.

Ne abbiamo parlato con Riccardo Monti, manager napoletano, già socio-fondatore della società di consulenza Value Partners, presidente dell’ICE ‑ Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e con numerose esperienze in organismi di rilievo, oggi alla guida di Triboo (che controlla questa testata online) in un momento decisivo di rilancio.

 

Dottor Monti, dopo un anno difficile, la redditività di Triboo è tornata a crescere. Come ci siete riusciti?

«È stata una sfida impegnativa ma stimolante. Nel 2024 il contesto pubblicitario e digitale ha mostrato segnali di forte rallentamento, e noi abbiamo subito l’impatto di una diminuzione del perimetro operativo, in parte per la conclusione di contratti nell’e-commerce nel corso del secondo semestre 2024. La nostra risposta è stata chiara: investire con decisione nella tecnologia e nell’intelligenza artificiale. Non bastava più essere una “digital company”: volevamo diventare una AI-driven company. I risultati del primo semestre 2025 lo dimostrano.»

 

Avete istituito una task force dedicata all’AI. Quali risultati ha prodotto?

«La Task Force AI è stata fondamentale. Abbiamo costituito un team multidisciplinare – ingegneri, data scientist, creativi, manager – con il mandato di ridisegnare i processi aziendali in chiave IA.
In pochi mesi abbiamo implementato soluzioni basate su IA generativa per la produzione di contenuti, fotografici e video, con riduzione di tempi e costi senza comprometterne la qualità. Abbiamo introdotto automazione avanzata nei processi di Customer Care, migliorando la velocità di risposta e la personalizzazione del servizio.
Sul versante advertising e social media, le campagne vengono gestite con algoritmi predittivi che ottimizzano le prestazioni in tempo reale.
E, sull’infrastruttura, abbiamo sviluppato un layer industriale – un “industrial layer” – che permette di collegare in modo intelligente i nostri sistemi con quelli delle decine di aziende clienti, rendendo il flusso operativo più fluido e scalabile.»

 

L’AI, dunque, non è stata un tema marginale ma una leva strutturale. Quanto ha inciso sulla cultura aziendale?

«In modo rilevante. Non è stata solo una scelta tecnologica, ma un vero e proprio cambio di mentalità. Abbiamo avviato programmi di formazione all’interno di tutta l’azienda. Oggi ogni team in Triboo sa come usare strumenti di IA per migliorare la propria operatività quotidiana. È una democratizzazione della tecnologia: non solo i coders o i data scientist, ma ciascun reparto – produzione, marketing, customer care, operations – dispone della “cassetta degli attrezzi” IA. Questo ci rende più agili, più rapidi e più competitivi.»

 

I ricavi restano in flessione. Cosa vi aspettate per il secondo semestre dell’anno e per il 2026?

«Il 2025 è un anno di consolidamento. Ora stiamo raccogliendo i frutti degli investimenti fatti e vediamo segnali positivi nei segmenti del commercio elettronico e dei servizi digitali integrati per le imprese. Il nostro piano industriale 2025–2030 prevede non soltanto il ritorno alla crescita organica dei ricavi, ma anche la valorizzazione di asset non core e una rimodulazione dell’indebitamento per liberare risorse da destinare all’innovazione e all’espansione.
Per il 2026 l’obiettivo è tornare a una crescita organica dei ricavi, mantenendo la redditività a doppia cifra e facendo di Triboo un punto di riferimento in Europa per la digital transformation abilitata dall’intelligenza artificiale

 

In una parola, come descriverebbe oggi Triboo?

«Direi: una fabbrica digitale intelligente. Realizziamo contenuti, gestiamo piattaforme e sviluppiamo soluzioni tecnologiche con la velocità che solo l’intelligenza artificiale può offrire.»

Focus su innovazione ed espansione

Triboo esce da un periodo complesso rafforzata da una scelta chiara: mettere la tecnologia e l’IA al centro del proprio modello di business. Come sottolinea Monti, «questa è solo la prima tappa di una rivoluzione che cambierà il modo di fare impresa digitale in Italia e in Europa».
Con i conti del primo semestre che confermano la direzione intrapresa e un piano industriale che punta con decisione all’innovazione e all’espansione, il gruppo guarda avanti con fiducia.