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Avere un diploma o una laurea non basta per sentirsi al riparo dai debiti. L’istruzione non protegge dal rischio finanziario e i numeri lo confermano: secondo l’elaborazione di Finsight, l’Osservatorio di Bravo – fintech specializzata nella gestione del debito – l’81% degli italiani che si è rivolto alla società per una ristrutturazione delle esposizioni ha almeno un diploma. L’analisi, basata su 16mila profili e presentata durante il Mese dell’Educazione Finanziaria, evidenzia un paradosso che mette sotto accusa il sistema formativo italiano.
Diplomati e laureati più esposti: il debito medio sfiora i 30mila euro
Se si analizzano gli importi, il quadro diventa ancora più significativo. I diplomati e i laureati risultano più esposti di chi non ha completato la scuola superiore. Il debito medio, esclusi i mutui, è di circa 30mila euro, contro i 24mila euro di chi non possiede un diploma. Quasi la metà di chi ha almeno un titolo superiore supera i 25mila euro di debito, una soglia che riguarda invece solo un terzo dei non diplomati.
Esaminando la struttura del debito emerge che chi ha un titolo di studio tende ad accumulare più posizioni contemporaneamente: quattro persone su dieci gestiscono tre o più debiti attivi. Il motivo è legato anche all’accesso al credito. Diplomati e laureati hanno redditi mediamente più alti: più del 26% supera i 2.000 euro mensili, una condizione che facilita l’ottenimento di prestiti ma che può alimentare una percezione errata della propria capacità di rimborso.
Il profilo del sovraindebitato con diploma o laurea è tutt’altro che marginale. È prevalentemente uomo, appartiene alla fascia d’età tra i 45 e i 54 anni, ha un lavoro a tempo indeterminato e spesso una famiglia.
Il suo reddito mensile si colloca tra i 1.500 e i 2.000 euro e, nella maggior parte dei casi, possiede una casa di proprietà; non mancano però situazioni in cui l’abitazione è ipotecata o presa in affitto. Si tratta quindi di persone integrate nel mercato del lavoro e con una vita familiare stabile, ben lontane dallo stereotipo del debitore in condizioni di vulnerabilità sociale.
Lombardia, Lazio e Campania: dove il fenomeno è più diffuso
La distribuzione geografica del fenomeno conferma che il problema non riguarda solo aree economicamente fragili. Le regioni con il maggior numero di diplomati e laureati sovraindebitati sono Lombardia, Lazio e Campania, seguite da Sicilia ed Emilia-Romagna. La concentrazione nelle aree metropolitane come Milano e Roma suggerisce un legame tra costo della vita più alto, maggiore accesso al credito e, di conseguenza, maggiore esposizione.
A fare da spartiacque non è la quantità di reddito, ma la capacità di gestirlo. Daniel Martinez, Co-Country Manager di Bravo in Italia, sottolinea il nodo centrale:
“I dati dimostrano che la classica istruzione scolastica, da sola, non basta a proteggere le persone dalle difficoltà economiche. Il fatto che i diplomati abbiano debiti mediamente più alti di chi non ha completato l’intero percorso scolastico evidenzia un vuoto nel sistema educativo: non insegniamo ai giovani come funzionano i prestiti, come si legge un contratto, come si pianifica un budget familiare. Serve investire sull’educazione finanziaria, a partire dalle scuole fino alle università, perché una scarsa preparazione in questo campo costa caro alle famiglie e al Paese.”