Investimenti

Banor, selettività per battere i mercati

Nel mondo degli investimenti, la chiave per ottenere performance superiori rispetto alle Borse è la selettività sui titoli.
Una selettività che deve andare di pari passo con la conoscenza approfondita delle realtà su cui si vuole andare a investire in una precisa fase di mercato.
Angelo Meda, responsabile azionario di Banor e gestore del fondo Banor Sicav Mistral Long- Short, ha raccontato in esclusiva ai nostri microfoni quella che è la filosofia di investimento che ha permesso al fondo di registrare performance molto positive, mettendo a segno un +10% da inizio anno, con una volatilità del 7%.

Quali sono le caratteristiche principali del vostro fondo Banor Sicav Mistral Long-Short e come selezionate i titoli da inserire nel portafoglio?
“Il nostro fondo ha un approccio bottom-up, il che significa che ci concentriamo su una selezione molto mirata di titoli basata sui fondamentali.
La valutazione che facciamo è approfondita e parte da un’analisi settoriale globale, focalizzandoci su circa 300 società, la maggior parte delle quali sono europee (all’incirca l’80% della composizione totale). Ci concentriamo su titoli di alta qualità, con un prezzo che riteniamo inferiore alle nostre metriche di valutazione.
Abbiamo scelto di focalizzarci principalmente su aziende europee, non tanto perché l’Europa sia il mercato più performante, ma per la conoscenza profonda che abbiamo acquisito nel corso degli ultimi 20 anni delle società e dei settori in cui investiamo, frutto di relazioni dirette col top management di queste società.
Il nostro approccio settoriale ci permette di concentrarci su una dozzina di settori specifici su cui abbiamo sviluppato una forte expertise, tra cui principalmente lusso, beni di consumo, energia e utilities”.

Quali sono stati i principali driver delle performance positive negli ultimi anni del fondo Mistral Long-Short e come intendete mantenerle anche in futuro?
“Negli ultimi cinque anni, abbiamo ottenuto circa il 10% di rendimento annuo. La gran parte delle performance è arrivata dalla porzione long del portafoglio, con titoli che hanno registrato un significativo rialzo. In mercati rialzisti, la componente short del portafoglio ha contribuito a ridurre la volatilità, e nel 2022, quando i mercati erano negativi, questa parte ha generato una performance positiva importante per il fondo.
La strategia long-short ci consente di ridurre la correlazione con i mercati, mantenendo il portafoglio più stabile. La porzione short è stata in grado di identificare alcuni catalyst negativi, che ci hanno permesso di prendere posizioni favorevoli e di consegnare dunque un risultato decorrelato dall’andamento delle Borse. La chiave per mantenere questa performance in futuro sarà sempre la selettività nelle scelte.
Continueremo a concentrarci su società sottovalutate in Europa, con storie di potenziale successo indipendenti da temi macroeconomici o dinamiche geopolitiche.
Dunque, l’approccio long-short rappresenta il fattore distintivo di questa soluzione di investimento, offrendo a chi investe una flessibilità che sarà davvero cruciale per cercare di generare ritorni positivi poi anche in condizioni di mercato sfavorevoli”.

Come vede le prospettive dei mercati per i prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda l’Europa? E su quali settori siete più ottimisti?
“Per quanto riguarda le prospettive dei mercati nei prossimi mesi, vediamo una stabilità generale, ma non ci aspettiamo grandi rialzi degli indici complessivi, almeno a livello aggregato.
Se guardiamo al mercato europeo, escludendo banche e assicurazioni, è praticamente stabile da inizio anno.
Se includiamo i titoli del settore difensivo, l’indice potrebbe crescere di qualche punto percentuale, ma non vediamo un potenziale rialzo significativo, a meno che non ci siano cambiamenti importanti nello scenario geopolitico.
Tuttavia, all’interno dei settori, ci sono ancora molte opportunità. Siamo molto positivi su comparti difensivi, come il settore healthcare e delle tecnologie medicali, che ha vissuto un periodo difficile a causa della normalizzazione dei volumi post-pandemia.
Adesso però vediamo che questi titoli sono tornati a crescere in linea con i trend storici, ma con valutazioni a sconto.
Allo stesso modo, siamo ottimisti anche sui settori del food & beverage e delle utilities, che continuano a offrire rendimenti stabili, anche in un contesto di rallentamento economico generalizzato.
Il nostro approccio selettivo ci consente di concentrarci in particolare su questi titoli e sfruttare così l’opportunità di performance a doppia cifra, pur mantenendo un basso rischio macroeconomico sullo sfondo. Quindi, sebbene gli indici complessivi non abbiano molto spazio di rialzo, ci sono ancora titoli ad alto potenziale che continueremo a monitorare e a inserire nel nostro portafoglio”.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di ottobre 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.