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Family office: come usano la leva finanziaria per aumentare il raggio d’azione

I Family Office, le strutture che gestiscono il patrimonio di famiglie molto facoltose, stanno ridefinendo il modo di finanziare e proteggere la ricchezza nel 2025. Non si limitano più a custodire il capitale: pianificano linee di credito, usano la leva con precisione e trasformano asset illiquidi in strumenti strategici di investimento. È quanto emerge dal Family Office Financing Report 2025, la prima edizione del nuovo studio condotto da Deutsche Bank Wealth Management.

Basato su 209 single family office intervistati tra il 9 maggio e il 14 luglio 2025, il report analizza le loro opinioni e pratiche in materia di finanziamento: dall’uso della leva finanziaria alle strategie di credito privato, fino alla messa a garanzia di asset di lusso. Ne esce il ritratto di un mondo in piena evoluzione, sempre più sofisticato e vicino, per mentalità e strumenti, a quello degli investitori istituzionali.

Come investono oggi i family office

In un contesto economico segnato da volatilità e tensioni geopolitiche, i Family Office si stanno muovendo con maggiore consapevolezza. Il report di Deutsche Bank Wealth Management mostra che la maggior parte di essi costruisce linee di credito ben prima di averne bisogno, utilizzandole come un paracadute strategico.

Queste linee, spesso garantite da asset meno liquidi, permettono di non accumulare troppa liquidità ferma, mantenendo l’efficienza del portafoglio e la prontezza per investimenti opportunistici. È una logica “istituzionale”, che mira a bilanciare la leva e a creare riserve di capitale – le cosiddette war chest – da impiegare in fasi di mercato turbolente.

Naturalmente, la leva finanziaria tradizionale resta uno strumento centrale per amplificare i rendimenti, anche se l’approccio varia a seconda delle aree geografiche. In alcune regioni, la cultura finanziaria più prudente o la situazione macroeconomica scoraggiano un uso aggressivo del debito.

Gli asset illiquidi come nuova leva strategica

Un’altra evidenza chiave del report è l’ascesa degli asset illiquidi nei portafogli dei Family Office. Negli ultimi anni, questi investitori hanno aumentato l’esposizione a private equity, real estate e infrastrutture, rendendo il patrimonio meno liquido ma più diversificato e potenzialmente più redditizio.

Parallelamente, cresce l’attenzione per strumenti che liberano liquidità da questi asset, trasformandoli in garanzie per nuove linee di credito. Questo consente di estrarre valore anche da investimenti a lungo termine senza doverli liquidare.

Grazie alla loro indipendenza e al loro orizzonte temporale esteso, i Family Office possono permettersi un approccio contrarian, investendo quando gli altri si ritirano. Nei momenti di stress di mercato, vedono negli asset illiquidi non un ostacolo, ma un’opportunità per generare valore e differenziarsi.

Finanza strutturata e partnership bancarie: il nuovo vantaggio competitivo

Dal report inoltre emerge che i Family Office più evoluti e di dimensioni maggiori fanno sempre più ricorso alla finanza strutturata per accedere a operazioni complesse o di grande entità. Questo tipo di strumenti consente di muoversi in modo più flessibile e rapido, soprattutto in contesti competitivi come fusioni, acquisizioni o investimenti immobiliari di alto profilo.

Il report evidenzia che molti Family Office preferiscono lavorare con un solo istituto di riferimento, invece che con sindacati di banche. La ragione è semplice: rapidità, certezza di esecuzione e collaborazione diretta nella due diligence. Questo approccio è particolarmente apprezzato quando si entra in nuovi mercati o settori, dove il supporto di un partner finanziario competente può fare la differenza.

Crescendo in scala e sofisticazione, i Family Office diventano sempre più competitivi nei confronti dei grandi fondi istituzionali, e la capacità di strutturare la leva in modo efficace si rivela una leva strategica anche sul piano della reputazione e delle relazioni di mercato.

Private credit: il nuovo fronte dei rendimenti

Il Family Office Financing Report 2025 mette in luce anche la forte espansione del private credit come area di investimento privilegiata. Molti Family Office oggi prestano capitale direttamente o attraverso fondi di credito privato, con aspettative di rendimento superiori al 10%.

Questa tendenza riflette non solo la ricerca di ritorni più elevati in un contesto di tassi volatili, ma anche la volontà di diversificare le fonti di reddito e di partecipare a opportunità di co-investimento insieme a gestori specializzati.

Inoltre, la scelta di investire in fondi di private credit è spesso legata alla fiducia nei processi di governance e due diligence di questi veicoli, che offrono maggiore solidità e trasparenza rispetto all’investimento diretto.