Family office in Italia a quota 244: +10% in un anno, traino dal nord e dai settori hi-tech e finance
In Italia il mondo dei Family Office continua a correre. Secondo il censimento aggiornato a giugno 2025 dall’Osservatorio Family Office del Politecnico di Milano, le strutture attive hanno raggiunto quota 244, con un incremento del 10,4% rispetto al 2024. La mappa si compone di 126 Single Family Office (SFO), 96 Multi-Family Office (MFO) e 22 di origine bancaria, confermando una prevalenza del modello “single”, soprattutto in Lombardia e nelle regioni del Nord.
Dietro la crescita c’è la combinazione di tre fattori: continuità delle imprese familiari, eventi di liquidità che portano alla nascita di nuove strutture (56% dei casi) e una progressiva professionalizzazione della gestione patrimoniale. Il 90% dei SFO è localizzato al Nord e quasi la metà in Lombardia, seguita da Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.
La trasformazione del settore
Il Report 2025, presentato oggi a Milano, evidenzia come la crescita non sia solo quantitativa ma soprattutto qualitativa. I Family Office si stanno strutturando come vere e proprie organizzazioni complesse, capaci di integrare competenze finanziarie, fiscali, legali e strategiche.
“Il settore sta vivendo una trasformazione profonda legata alla crescente professionalizzazione e sofisticazione delle pratiche di gestione patrimoniale e di investimento” sottolinea Josip Kotlar, direttore scientifico del Report.
Secondo l’analisi, la chiave sta nell’adozione di strumenti digitali e metodologie data-driven basate su algoritmi e intelligenza artificiale: piattaforme in grado di monitorare i portafogli in tempo reale, simulare scenari e ottimizzare le decisioni di investimento.
Per Alfredo De Massis, co-direttore scientifico e chair dello Scientific Advisory Board, il Family Office rappresenta “un punto di equilibrio tra la gestione finanziaria vera e propria e gli obiettivi di lungo periodo della famiglia, che includono la preservazione del patrimonio, la trasmissione dei valori e il sostegno a iniziative filantropiche e imprenditoriali”.
Single Family Office: obiettivi e pratiche operative
I SFO italiani, strutture tipicamente create da una singola famiglia imprenditoriale o patrimoniale, impiegano mediamente 9 professionisti ciascuno, con strutture snelle e l’uso di partner esterni per servizi specialistici. Nascono in prevalenza a seguito di eventi di liquidità e hanno come obiettivi prioritari monitoraggio e controllo del patrimonio (42%) e diversificazione (25%).
Il rapporto con la famiglia è stretto: nel 46% dei casi vi sono incontri settimanali, incentrati su asset allocation, governance successoria e investimenti diretti. Tuttavia, solo il 40% collabora con altri Family Office, principalmente attraverso club deal e co-investimenti, un dato che riflette la forte esigenza di riservatezza ma che potrebbe evolvere con la crescente complessità dei mercati.
Dal punto di vista generazionale, quasi la metà del patrimonio è ancora in mano alla prima generazione, segno di un settore relativamente giovane, chiamato a misurarsi nei prossimi anni con i temi del passaggio generazionale e del rafforzamento delle strutture di governance.
Le scelte di asset allocation dei SFO mostrano un orientamento crescente verso private equity, venture capital e investimenti alternativi, con una progressiva integrazione di criteri ESG e impact investing. Le partecipazioni si concentrano in giovani imprese italiane dei settori finance e insurtech (16%), hi-tech (12%) e real estate (10%), senza trascurare comparti tradizionali come manifattura, moda e design.
La geografia degli investimenti conferma la preferenza per l’Italia (53%), con un radicamento forte in Lombardia e nel Nord, ma con aperture selettive verso mercati come Stati Uniti (12%) e Regno Unito (6%). Si delinea così un modello ibrido: ancorato al territorio ma attento a opportunità globali.
Multi-Family Office: un mercato in evoluzione
Sul fronte dei MFO, strutture che servono più famiglie contemporaneamente, condividendo risorse, competenze e costi, l’Italia conta 96 operatori, concentrati soprattutto in Lombardia (58) e in misura minore in Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. La maggior parte serve famiglie con patrimoni tra i 50 e i 100 milioni di euro, collocandosi come interlocutori delle cosiddette mid-wealth families.
Dal punto di vista giuridico e organizzativo, oltre la metà dei MFO italiani assume forme societarie regolate (fiduciarie, SIM, SCF, SGR), mentre il resto mantiene assetti meno formalizzati. Questa eterogeneità riflette un mercato ancora in assestamento, in cui convivono piattaforme “olistiche” capaci di offrire un pacchetto completo di servizi e modelli specializzati su investimenti o club deal.