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Dal 2015 a oggi, la ricchezza dei miliardari nel mondo ha vissuto una corsa senza precedenti. In appena dieci anni il patrimonio complessivo dei più facoltosi è salito del 138%, passando da 6.300 miliardi a 15 mila miliardi di dollari. A riportarlo è Ener2Crowd, piattaforma italiana specializzata in investimenti Esg, che fotografa un fenomeno dirompente: non solo i miliardari crescono, ma anche la platea degli Ultra High Net Worth Individual – i cosiddetti Uhnwi, con patrimoni oltre i 30 milioni di euro – è addirittura quintuplicata.
Uno scenario che solleva domande: quanto si è allargata la forbice tra ricchi e non ricchi? E soprattutto, che volto ha questa concentrazione di ricchezza nel nostro Paese?
I Paperoni italiani: la top 10 aggiornata
La classifica elaborata da Ener2Crowd conferma sul trono un nome che da tempo guida le cronache economiche: Giovanni Ferrero e la sua famiglia, con un patrimonio di 49,1 miliardi di dollari. Non è solo il primo in Italia, ma anche una figura di rilievo a livello globale. Ad aprile, Forbes lo ha indicato come la 41ª persona più ricca del mondo e la sesta in Europa.
Al secondo posto si colloca Andrea Pignataro, bolognese trapiantato a Saint Moritz, fondatore del gruppo tecnologico-finanziario Ion: per lui si stimano 23,9 miliardi di dollari, meno della metà del patrimonio Ferrero, ma comunque un balzo impressionante per chi fino a pochi anni fa era poco noto al grande pubblico.
A completare il podio, con 15,3 miliardi di dollari, c’è Paolo Rocca, imprenditore italiano naturalizzato argentino e amministratore delegato del colosso industriale Techint.
Il quarto posto è occupato da Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre, la cui eredità ammonta a 12,1 miliardi di dollari. Il suo impero, simbolo della moda italiana, rimane un punto di riferimento mondiale, anche oltre la vita del fondatore.
Segue al quinto gradino Giancarlo Devasini (11,5 miliardi di dollari), nome poco noto ma centrale nel mondo della finanza digitale: è infatti il presidente e principale azionista di Tether, società che emette la stablecoin più utilizzata al mondo.
Dal sesto posto in giù compaiono altre icone dell’economia italiana:
- Piero Ferrari con 9,96 miliardi di dollari, figlio del leggendario Enzo e custode di un marchio che continua a brillare;
- Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore ed editore, con 8,5 miliardi;
- Miuccia Prada con 6,85 miliardi, seguita a brevissima distanza dal marito Patrizio Bertelli (6,81 miliardi);
- Gianfelice Rocca, fratello di Paolo, con 6 miliardi di dollari.
Italia torna attrattiva per gli ultra-ricchi
Se guardiamo al quadro più ampio, i numeri confermano che l’Italia ha un fascino particolare sugli ultra-ricchi. Secondo il Knight Frank Wealth Report, il nostro Paese è primo in Europa per numero di Uhnwi che trascorrono almeno parte della loro vita qui: oltre 15.900 individui con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari.
Niccolò Sovico, ceo e cofondatore di Ener2Crowd, spiega così questo primato: “L’attrattiva italiana si gioca su politiche fiscali favorevoli, stabilità, eredità culturale e sul valore del lusso sostenibile”. In altre parole, non si tratta solo di bellezze paesaggistiche o di lifestyle, ma anche di un mix di opportunità finanziarie e fiscali.
Hnwi, very-Hnwi e sub-Hnwi: la piramide della ricchezza
Scendendo di livello nella scala patrimoniale, nel 2024 la popolazione degli Hnwi (High Net Worth Individual, con oltre un milione di dollari) è cresciuta del 2,6%. Gli ultra-Hnwi, cioè la fascia più ristretta e ricca, hanno visto un aumento della ricchezza complessiva del 6,2%.
In Italia gli Hnwi sono 472 mila: lo 0,8% della popolazione. Di questi, 88 mila appartengono alla categoria dei very-Hnwi (oltre 5 milioni di patrimonio, pari allo 0,15% della popolazione). A completare la piramide ci sono 3,1 milioni di sub-Hnwi (5,2% degli italiani), con almeno 250 mila euro di patrimonio finanziario e una capacità di investimento stimata in circa 25 mila euro l’anno.
Una ricchezza da ereditare (e da orientare)
Un dato colossale riguarda i prossimi decenni: secondo le stime, entro il 2048 saranno trasferiti alle nuove generazioni – Gen X, Millennial e Gen Z – oltre 83,5 trilioni di dollari in eredità. Una montagna di ricchezza che cambierà non solo i patrimoni familiari, ma anche gli equilibri finanziari globali.
Proprio per questo, Ener2Crowd sottolinea l’importanza di come verranno utilizzati questi capitali. «Se anche solo una parte fosse indirizzata verso progetti sostenibili – osservano gli analisti – l’impatto sarebbe decisivo». E la tendenza, almeno a parole, sembra già delineata: sempre più Hnwi dichiarano di non cercare soltanto rendimento, ma anche un “ritorno di senso”, ovvero investire lasciando un’impronta positiva sul mondo.