Consulenti finanziari: TNB punta su 500 nuovi professionsiti e prepara la nuova sede di Milano
Fonte: Azimut
Nel settore italiano della consulenza finanziaria, dominato da operazioni di consolidamento e acquisizioni, c’è chi ha scelto un percorso diverso: costruire una banca-rete indipendente con logiche da startup, ma con alle spalle azionisti solidi e una base di asset già significativa. È la traiettoria intrapresa da The Next Bank (TNB), guidata da Paolo Martini, amministratore delegato designato, che in una recente intervista a Milano Finanza ha delineato i prossimi obiettivi del gruppo.
Gli obiettivi a cinque anni
Nata ufficialmente a maggio 2024 come business unit autonoma a seguito dello spin-off da Azimut, con l’ingresso del fondo FSI (oggi all’80% insieme ad altri co-investitori), TNB ha iniziato il suo percorso con un perimetro già selezionato di professionisti e clienti. Oggi può contare su 27 miliardi di masse in gestione, circa 100mila clienti e una rete di 920 consulenti finanziari, in crescita rispetto ai 24 miliardi e agli 890 professionisti di partenza.
Secondo quanto spiegato da Martini al quotidiano finanziario, il piano industriale prevede di raggiungere in cinque anni i 45 miliardi di masse e circa 8 miliardi di liquidità sui conti correnti, inserendo 500 nuovi consulenti e private banker. Tra gli obiettivi strategici figura anche la possibilità di valutare un’eventuale quotazione in Borsa entro lo stesso orizzonte temporale, condizioni di mercato permettendo.
Modello partecipativo e governance
Un elemento distintivo del progetto riguarda la struttura proprietaria. Martini ha chiarito – durante l’intervista – che consulenti, dipendenti e manager potranno arrivare a detenere fino al 20% di TNB tramite strumenti di co-investimento, replicando il modello già adottato da Azimut. L’intenzione è quella di attrarre professionisti interessati non solo a operare come consulenti, ma anche a diventare soci fondatori, partecipando direttamente alla creazione di valore.
Sul fronte tecnologico, invece, TNB starebbe lavorando insieme al partner Ion per lo sviluppo di una piattaforma fintech proprietaria. Martini ha sottolineato, a questo proposito, che la possibilità di costruire da zero un’infrastruttura digitale rappresenta un vantaggio competitivo rilevante. La banca adotterà un modello di piattaforma aperta, con advisory interna (già pari a 3 miliardi di euro), alcune gestioni patrimoniali sviluppate direttamente e un’offerta di prodotti che includerà sia quelli di Azimut sia soluzioni di terzi.
Segmenti di clientela e rete territoriale
Uno sguardo invece alla strategia commerciale, che si articola su tre grandi segmenti: clientela privata, corporate e istituzionale (fondazioni, casse e fondi pensione). All’interno della clientela privata, TNB si concentrerà sia sui patrimoni elevati (High-Net e Ultra-High-Net), con servizi di wealth planning, governance familiare e passaggio generazionale, sia su quella fascia retail e private a partire da 250mila euro.
A livello organizzativo, la rete è oggi strutturata con 12 ceo territoriali distribuiti su tutto il territorio nazionale, con epicentro in Lombardia. I director seguono la fascia alta della clientela, che già conta su 6,5 miliardi di masse, mentre circa 200 wealth manager presidiano i clienti private con patrimoni compresi tra i 500mila e i 2,5 milioni di euro.
Sul piano infrastrutturale, TNB si prepara a compiere un passo simbolico importante: da ottobre 2025 la nuova sede centrale sarà a Milano, in via Porrone, che diventerà il quartier generale del progetto.