USA, flessione del settore manifatturiero a Philadelphia: l’indice Philly Fed scende a -0,3 punti
Il settore manifatturiero di Philadelphia ha subito un calo marcato ad agosto, con l’indice Philly Fed che è sceso a -0,3 punti rispetto ai 15,9 di luglio. Questo risultato, peggiore delle previsioni degli analisti che si aspettavano 6,8 punti, indica un aumento delle imprese pessimiste rispetto a quelle ottimiste nella regione.
L’indice di Philadelphia è un indicatore chiave dello stato di salute del settore manifatturiero locale. Un valore al di sopra dello zero suggerisce che le imprese ottimiste superano quelle pessimiste, mentre un valore sotto lo zero indica il contrario. Ad agosto, il pessimismo ha prevalso.
Analizzando le componenti dell’indice, si rileva che i nuovi ordini sono crollati a -1,9 punti da 18,4, mentre le condizioni di business hanno segnato un miglioramento a 25 punti da 21,5. Anche la spesa per investimenti è aumentata, raggiungendo 38,4 punti da 17,1. L’occupazione ha registrato un lieve calo, attestandosi a 5,9 punti da 10,3, e i prezzi hanno visto un incremento a 66,8 da 58,8 punti.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo