Wall Street, Citi alza target dell’S&P 500 a 6.600 punti grazie alle politiche fiscali di Trump
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Gli analisti di Citigroup hanno recentemente rivisto al rialzo il target per l’indice S&P 500, portandolo a 6.600 punti (dai 6.385 attuali) entro la fine dell’anno. Questo aggiornamento riflette l’ottimismo sulle misure fiscali introdotte dal presidente Trump, che potrebbero incrementare significativamente gli utili aziendali.
Revisione in rialzo: una tendenza condivisa
Questa è la seconda volta in due mesi che Citigroup aggiorna il suo target, seguendo il trend di revisioni positive da parte di altre grandi banche come HSBC, Goldman Sachs e BofA.
Il target precedente, fissato a giugno, era di 6.300 punti.
Impatto delle politiche fiscali e dei dazi
Secondo gli analisti di Citigroup, gli effetti negativi dei dazi statunitensi sono stati in gran parte già stimati, mentre i benefici fiscali derivanti dal disegno di legge sulla spesa dovrebbero migliorare gli utili futuri. Il disegno di legge, firmato il 4 luglio 2025, offre un’ampia riduzione delle tasse aziendali e amplia permanentemente le opzioni di benefit per i dipendenti.
Una ripresa trainata dalla tecnologia
Dopo aver toccato il fondo l’8 aprile a causa dei dazi di Trump, Wall Street ha registrato un balzo del 32,2%, raggiungendo nuovi massimi storici a luglio. Questa crescita è stata alimentata dalla solidità degli utili delle grandi aziende tecnologiche, che hanno favorito il rally guidato dall’intelligenza artificiale.
Prospettive future: uno scenario ottimistico
Citigroup ha sottolineato l’importanza degli impressionanti utili delle sette grandi aziende tecnologiche, definite “Magnificent Seven”, nel sostenere la crescita dell’indice. La banca Usa prevede che il resto dell’indice cominci a rafforzarsi in modo più ampio.
In uno scenario particolarmente positivo, Citigroup prevede che l’indice possa raggiungere i 7.200 punti.
Aggiornamento delle previsioni sugli utili
Infine, la banca di Wall Street ha rivisto le sue previsioni sugli utili per azione dell’indice per il 2025 e il 2026, portandole rispettivamente a 272 e 308 dollari, rispetto alle precedenti stime di 261 e 295 dollari.