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Goldman Sachs sorprende il mercato: boom dei ricavi nel trading, ma il wealth management frena

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Altro giro, altra corsa. Dopo JP Morgan, Morgan Stanley anche Goldman Sachs alza il velo sui conti trimestrali e la divisione asset e wealth management della banca è stata l’unica delusione.

I ricavi in questo settore sono stati pari a 3,78 miliardi di dollari, in calo del 3% su base annua e 100 milioni sotto le stime. Secondo Goldman, la debolezza è dovuta a minori guadagni da partecipazioni in private equity e investimenti in debito.

Questa performance contrasta con il resto del trimestre brillante e conferma che, nonostante la spinta dei mercati, alcune aree di business stanno ancora affrontando sfide strutturali.

Trading al top: +36% per l’equity

Dati alla mano, la banca newyorkerse guidata da David Solomon, ha superato nettamente le aspettative degli analisti grazie a performance eccezionali nel trading. I numeri parlano chiaro: la banca d’affari ha registrato un utile netto di 3,72 miliardi di dollari, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 10,91 dollari per azione, contro i 9,53 dollari stimati.

Ma il vero colpo di scena arriva dal comparto trading, che ha generato 840 milioni di dollari in più del previsto, alimentando un balzo del 15% dei ricavi complessivi, arrivati a 14,58 miliardi di dollari (circa 1,1 miliardi sopra le stime).

A trainare la performance di Goldman Sachs è stato il trading azionario, che ha prodotto 4,3 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 36% su base annua e 650 milioni oltre le attese. La banca ha beneficiato di una forte attività come intermediario nei mercati azionari, agevolando scambi tra acquirenti e venditori, ma anche nel ruolo di finanziatore di investitori istituzionali.

Buone notizie anche dal trading a reddito fisso (obbligazioni, valute e credito), con ricavi in aumento del 9% a 3,47 miliardi di dollari, superando le previsioni di 190 milioni grazie a commissioni di finanziamento più elevate e a una maggiore volatilità nei mercati valutari e del credito – in parte alimentata dalla rinnovata incertezza geopolitica e dalle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump.

Investment banking in ripresa

Anche l’attività di investment banking ha dato segnali di forza, allineandosi ai risultati positivi visti in altre grandi banche come JPMorgan. I ricavi da advisory e fusioni e acquisizioni sono saliti del 26% a 2,19 miliardi di dollari, superando le attese di 290 milioni. A fare la differenza è stata una ripresa dei valori degli asset a partire da aprile.

La più piccola delle divisioni di Goldman, Platform Solutions, ha generato 685 milioni di dollari di ricavi, in leggero aumento del 2%, battendo comunque le stime di circa 12 milioni.