La chiave per distinguersi resta la qualità del servizio, ma il cambio generazionale in atto sta cambiando molto quelle che sono le necessità degli investitori. Ne abbiamo parlato con Francesco Figliomeni di Decalia Sim
Più attenzione alla pianificazione successoria, una spinta decisa verso l’ottimizzazione fiscale e maggiore interesse per gli asset alternativi. Sono queste le nuove esigenze dei clienti private secondo Francesco Figliomeni, a.d. di Decalia Sim.
Come stanno cambiando le esigenze del cliente private?
“Negli ultimi anni, le esigenze della clientela privata in Italia stanno evolvendo. Innanzitutto con il trasferimento della ricchezza fra generazioni, gli interlocutori stanno cambiando e, sebbene gli obiettivi di rendimento non siano variati, le necessità e le sensibilità sono differenti: si cerca un servizio integrato che includa pianificazione successoria, ottimizzazione fiscale, protezione del patrimonio e consulenza su investimenti alternativi in particolare nel mondo dei mercati privati (private equity, private credit, ecc). In queso scenario il wealth management si sta trasformando in una piattaforma di advisory evoluta, capace di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita del patrimonio, anche in chiave intergenerazionale”.
Quali sono oggi le richieste dei clienti per una boutique di investimento come la vostra?
“Le principali richieste da parte della clientela in questo momento riflettono un mix di esigenze di personalizzazione, accesso a opportunità esclusive e consulenza ad alto valore aggiunto. L’elemento che rimane fondamentale e che è la forma più importante di differenziazione e fidelizzazione del cliente stesso è il servizio, che deve essere di elevata qualità sia per quel che concerne le competenze, ma anche per quel che concerne la reportistica e la trasparenza degli investimenti sottostanti. Ruolo molto importante lo giocano anche la capacità di offirire investimenti specializzati e differenzianti, in particolare nel mondo dei mercati privati”.
Ci sono differenze negli stili di investimento tra le diverse generazioni di investitori?
“Ci sono indubbiamente delle differenze negli stili di investimento anche se gli obbiettivi rimangono molto simili sia in termini di rendimento che di volatilità. La vera differenza si nota nella tipologia di investimenti ricercati: se le generazioni più anziane si limitavano ad un’allocazione più standard nei mercati azionari e obbligazionari, coadiuvato magari da un patrimonio immobiliare spesso locale, oggi le nuove generazioni sono molto più interessate ad una diversificazione in classi di attivo alternative (mercati privati, arte, co-investimenti in aziende) come già detto in precedenza, e, avendo una visione più globale, una diversificazione geografica ancor più accentuata. In tutti i casi, l’approccio sartoriale è un obbligo. Le nuove generazioni ricercano ancor più soluzioni cucite su misura e valutano molto positivamente l’indipendenza della boutique rispetto alle istituzioni più grandi”.
Come dovrebbe comporsi un portafoglio per affrontare la seconda parte del 2025?
“In questa fase manteniamo una componente azionaria in portafoglio, ma con un’elevata diversificazione per area geografica, settore e stile di investimento. Privilegiamo titoli caratterizzati da solidi fondamentali, robusti flussi di cassa e ritorni elevati. Sull’obbligazionario, preferiamo titoli dell’Eurozona, sia governativi che corporate, in considerazione di un’inflazione che sembra più sotto controllo. Manteniamo un’esposizione selettiva su High Yield, titoli subordinati e bond dei Paesi emergenti”.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.